Sostenibilità - Niente aria condizionata, solo ventilazione naturale: il nuovo terminal tropicale di Riunione sarebbe efficace in Italia?
L’inaugurazione del nuovo terminal bioclimatico dell’aeroporto Roland Garros, sull’isola della Riunione, presentato come il primo terminal aeroportuale tropicale a funzionare senza aria condizionata, rappresenta senza dubbio uno degli esempi più avanzati di architettura climatica applicata alle infrastrutture moderne. L’intero edificio è stato progettato per sfruttare gli alisei costanti dell’Oceano Indiano attraverso facciate ventilate, oltre 800 finestre automatizzate a lamelle e un grande “canyon bioclimatico” che accelera il flusso dell’aria creando un effetto di aspirazione naturale capace di abbassare sensibilmente la temperatura percepita e ridurre i consumi energetici fino al 60%.
Tuttavia, il successo di un progetto simile dipende in modo determinante dalle condizioni climatiche locali e non può essere automaticamente trasferito ad aree troppo diverse, pensiamo per esempio all'Italia ed al microclima della Valpadana. Se alla Riunione il vento oceanico garantisce una ventilazione quasi continua e un efficace ricambio d’aria, durante le estati padane il problema principale non è soltanto il caldo ma soprattutto la combinazione tra temperature elevate, umidità spesso superiore al 70-80% e lunghi periodi di quasi totale assenza di ventilazione naturale. In queste condizioni, anche un edificio perfettamente aperto e ventilato rischierebbe di immettere aria già calda e satura di vapore acqueo, con un beneficio limitato sul comfort reale delle persone.
Il corpo umano infatti non si raffredda soltanto grazie alla temperatura dell’aria ma soprattutto attraverso l’evaporazione del sudore, un processo che diventa molto meno efficiente quando l’umidità è elevata. Per questo motivo l’architettura bioclimatica rappresenta certamente una direzione importante per ridurre i consumi energetici e migliorare la sostenibilità degli edifici, ma il caso della Riunione dimostra soprattutto un’altra cosa: non esistono soluzioni universali. Un sistema che funziona in modo eccellente in un’isola tropicale costantemente battuta dagli alisei potrebbe rivelarsi molto meno efficace nelle grandi pianure continentali europee, dove l’afa stagnante e la scarsità di vento rendono spesso indispensabile un controllo attivo della temperatura e soprattutto dell’umidità interna.
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