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Stagione degli Uragani 2025: previsioni di un anno ad alta attività nell'Atlantico

Gli esperti del CSU prevedono 17 tempeste nominate, con un rischio maggiore di uragani intensi per il Texas. Prepararsi a una stagione sopra la media, con condizioni climatiche che potrebbero favorire tempeste più forti.
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in data
07/04/2025 - 08:57
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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uragani
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Secondo le ultime previsioni, diffuse il 3 aprile 2025 dai ricercatori della Colorado State University (CSU), la stagione degli uragani nell'Atlantico del prossimo anno potrebbe risultare particolarmente attiva. Gli esperti stimano la formazione di 17 tempeste nominate, con nove di esse che potrebbero evolvere in uragani e quattro raggiungere la categoria di uragani maggiori (categoria 3 o superiori). Questi numeri superano la media storica del periodo 1991-2020, che segna una media di 14 tempeste, sette uragani e tre uragani maggiori per stagione. Lo scorso anno, tuttavia, si sono sviluppate 18 tempeste, di cui 11 uragani e 5 uragani di categoria 3 o superiore.
L'aumento dell'attività previsto è legato a vari fattori climatici, tra cui la transizione dal fenomeno La Niña a condizioni neutre nell'Oceano Pacifico equatoriale entro il mese di agosto. Tale cambiamento potrebbe favorire lo sviluppo di tempeste nell'Atlantico, simile a quanto accaduto nella stagione precedente, quando cinque uragani hanno colpito la regione del Golfo, incluso l'uragano Beryl che ha interessato il sud-est del Texas. È certa, dunque, l'assenza di El Niño, che generalmente riduce la formazione degli uragani nell'Atlantico. Al contrario, la presenza di La Niña tende a diminuire lo shear del vento, favorendo una maggiore instabilità atmosferica e l'ascensione dell'aria. Le condizioni neutre, previste per buona parte della stagione degli uragani, potrebbero ridurre l'influenza di questi fenomeni, in particolare all'inizio della stagione.
A inizio aprile, le temperature superficiali dell'acqua sono ancora alte, ma non in tutte le zone. Il Golfo del Messico e i Caraibi sono più caldi della media, ma leggermente più freddi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un altro dato importante riguarda le temperature dell'acqua nell'Atlantico orientale, soprattutto in alcune aree della cosiddetta Main Development Region (MDR), la principale zona di formazione degli uragani diretti verso gli Stati Uniti e i Caraibi. Queste acque sono più vicine alla media o addirittura leggermente più fresche, un aspetto che potrebbe rallentare lo sviluppo di tempeste tropicali se tale condizione dovesse persistere per mesi.
Anche se le previsioni della CSU non indicano specifiche aree di approdo, si stima che il Texas abbia una probabilità del 70% di essere colpito da una tempesta nominata entro 80 km dalla sua costa, un aumento di circa il 10% rispetto alla media storica. Le probabilità che un uragano o un uragano maggiore colpiscano la regione sono rispettivamente del 44% e del 19%, anche questi valori superiori alla media.
La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) diffonderà la sua previsione ufficiale a maggio, mentre la stagione degli uragani inizierà ufficialmente il 1° giugno.
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