El Niño 2026 si sviluppa su oceani eccezionalmente caldi
El Niño arriva in un contesto molto diverso rispetto ai grandi eventi del passato, ovvero in un mondo più caldo dove anche gli oceani sono più caldi. Non è solo il Pacifico ma anche l'Atlantico e altre vaste aree oceaniche partono da valori superiori alla media. Questo significa che El Niño quindi si sviluppa un sistema climatico che contiene già più calore rispetto al 1997 o al 2015.
Non significa necessariamente un El Niño più forte, ma che il fenomeno agirebbe su un sistema climatico già eccezionalmente caldo. Anche un El Niño intenso quanto quelli del passato potrebbe avere un impatto maggiore perché si inserisce in un clima di fondo più caldo.
Mari più caldi favoriscono inoltre una maggiore evaporazione e un'atmosfera più ricca di umidità. Da sola non basta a generare eventi estremi, ma quando si creano le condizioni favorevoli può contribuire a rendere più intense alcune precipitazioni.
Più vapore non significa automaticamente più pioggia in Europa. Servono configurazioni atmosferiche favorevoli. Se prevalgono anticicloni persistenti, quel surplus di umidità può addirittura non tradursi in precipitazioni significative sulle nostre regioni.Ma su scala globale il fenomeno potrebbe aggiungersi a un pianeta già caldo, aumentando la probabilità di nuovi record di temperatura tra il 2026 e il 2027. Del resto la domanda non è solo quanto sarà forte El Niño ma cosa può accadere quando un grande El Niño si sviluppa in un mondo già più caldo che mai.
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