14 ANNI FA IL TERREMOTO CHE DEVASTO' L'AQUILA - Erano le 3:32 del 6 aprile
2009 quando una violenta scossa di terremoto si abbatté sulla città
di L'Aquila seminando morte e distruzione. La scossa principale ebbe una magnitudo momento (Mw) pari a 6,3 (5,8 o 5,9 sulla scala
della magnitudo locale), con epicentro alle coordinate geografiche
42°20′51.36″N - 13°22′48.4″E ovvero in località Colle
Miruci, a Roio, nella zona compresa tra le frazioni di Roio Colle,
Genzano e Collefracido, interessando in misura variabile buona parte
dell'Italia Centrale.
A evento concluso il bilancio definitivo fu di309 vittime, oltre 1.600 feriti, circa 80.000 sfollati e oltre 10
miliardi di euro di danni stimati. Gli effetti del terremoto furono particolarmente distruttivi in prossimità dell'epicentro,
con numerosi morti e feriti, diverse decine di migliaia di sfollati e
danni soprattutto concentrati alla città di L'Aquila e dintorni.
Il sisma fu avvertito distintamente anche a Roma e Napoli e
registrato dagli accelerometri e velocimetri di ISNet, la rete sismica
di AMRA dislocata nell'area appenninica campano-lucana.
Epicentro della scossa (amracenter.com)
Questa scossa principale si collocò
all'interno di una serie di eventi sismici che ebbero inizio già nel
dicembre 2008. La prima lieve
scossa si verificò il 14 dicembre 2008, a seguire il 16 gennaio
2009 e nei giorni a venire con magnitudo via via sempre maggiore,
sino a culminare con la drammatica scossa del 6 aprile. Secondo l'INVG
la scossa in termini di scala Mercalli fu dell'VIII/IX grado.
Lo sciame sismico proseguì anche dopo
il 6 aprile e, nelle 48 ore successive l'evento principale, si susseguirono oltre 256 scosse o
repliche. Più di 150 si registrarono solamente martedì 7 aprile, di cui 56 oltre la magnitudo 3,0 Ml. Tre eventi di
magnitudo superiore a 5,0 sono avvenuti il 6, il 7 e il 9 aprile.
Dall'esame dei segnali della stazione INGV aquilana (AQU, ubicata nei
sotterranei del Forte spagnolo), sono state conteggiate oltre 10.000
scosse.
Perché proprio li? L'area interessata dall'innesco del
sisma è una delle tante aree sismiche dell'Appennino, classificata come livello 2 della scala di riferimento del rischio sismico. Il
meccanismo di rottura è di tipo normale, con presumibile piano di
rottura orientato a 122 gradi rispetto al nord. In figura è
riportata l'orientazione della faglia in corrispondenza
dell'epicentro. Secondo le leggi di scala, le dimensioni della
rottura sismica sono di circa 12 km in lunghezza e 9 km in larghezza;
la sua posizione nella mappa è stata arbitrariamente centrata
nell'epicentro, ma questo potrebbe essere anche un estremo della
rottura, che si sarebbe eventualmente diretta completamente a nord o
a sud. Accettando questa soluzione per la rottura, la città di
L'Aquila ha visto la rottura sismica avanzare verso di essa e
verosimilmente ricevuto uno scuotimento superiore rispetto ad un sito
equidistante dall'epicentro, ma posto dall'altra parte della
faglia.