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Viaggio in Islanda: il foto-racconto di un'esperienza emozionante tra aurore, ghiacchi, vulcani e paesaggi incredibili

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31/03/2023 - 09:46
9 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Viaggio in Islanda: tra aurore, vulcani, cascate, ghiacci, geysir
Viaggio in Islanda: tra aurore, vulcani, cascate, ghiacci, geysir
Descrivere l'Islanda è complesso, un gioiello incastonato lassù nel Nord Atlantico alle porte del Circolo Polare Artico, una terra poliedrica e ancestrale, che arriva a toccare le corde più profonde dell'anima sprigionando forti emozioni, talora contrastanti tra loro. Islanda è molte cose: Natura selvaggia, orizzonti infiniti, clima estremo, ma anche quiete, pace e introspezione interiore. Guidare placidamente lungo le strade che si snodano sperdute verso l'infinito, contemplando l'orizzonte attaverso il parabrezza bagnato dalla pioggia o dalla neve, per sentire il benessere interiore e ritrovare un po' sè stessi.
L'eterogeneità del territorio ti sorprende: in una manciata di kilometri si rincorrono vulcani, ghiacciai, laghi, cascate mozzafiato, falesie dai mille colori, basalti, spiagge selvagge. Volgendo poi lo sguardo al cielo lo spettacolo continua tra stelle scintillanti, luna argentata e naturalmente la regina che si concede quasi solo nelle terre del Nord: l'aurora boreale. Quando la incontri, fulgida, danzante, sinuosa nel suo spettro colorato, si accende un'emozione indescrivibile che si tuffa nel cuore, scava nelle sensazioni più ancestrali dell'essere umano e ti rimescola la mente: un vero e proprio ponte con la Natura e il Mondo, nel loro senso più pieno e appagante, in un primo momento di difficile gestione interiore. Il tutto inebriati dalla freschezza dell'aria purificata dal respiro artico.
Islanda è anche fatica, capacità di adattamento e condizioni meteo-climatiche tanto repentine nella loro evoluzione quanto estreme. Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per studiare clima, ecosistemi, conformazioni geologiche e l'umore della Terra: sì, perchè l'Islanda sotto la sua superficie è estremamente inquieta, con un elevato numero di vulcani attivi responsabili di cataclismi in passati più o meno recenti. L'isola è infatti tagliata in due dalla placca Nord Americana e quella Euro-Asiatica, tra le quali passa la cosiddetta dorsale Nord Atlantica: un potenziale energetico enorme! 
Condivido con voi il mio viaggio di fine inverno ad anello (in senso antiorario) in questa splendida terra, durato 9 giorni per un totale di circa 2300km percorsi. Appena atterrati a Keflavik si prende consapevolezza di quanto lo spazio sia dilatato in questa terra e si respira subito aria nuova, pulita, cristallina, talvolta però sotto le sferzate di un vento spesso rabbioso. Il secondo giorno si entra subito nel vivo delle emozioni raggiungendo il Fagradalsfjall: situato a sud dell'Islanda nella penisola di Reykjanes, si tratta di una piccola formazione montagnosa parte di un altipiano più esteso, nel quale con periodicità si hanno eruzioni fissurali. E di fatto si entra subito in contatto con le viscere della terra, camminando su distese di lava ormai fredda e solidificata ma in alcuni casi ancora fumante. 
Distese di lava solidificata sul Fagradalsfjall, zona Sudovest dell'Islanda
Distese di lava solidificata sul Fagradalsfjall, zona Sudovest dell'Islanda
Successivamente ci immergiamo nel Parco Nazionale di Thingvellir, tra cascate, insenature, basalti, neve e blocchi di ghiaccio. Si tratta di un sito a elevato interesse sia geologico che storico: geologico in quanto si tratta dell'emersione terrestre della dorsale medio-atlantica, che si manifesta solo in Islanda e in Africa; storico dal momento che in questo luogo si riuniva il cosiddetto Althing, considerata la più antica forma parlamentare al mondo
Le cascate del Parco naturale di Thingvellir
Le cascate del Parco naturale di Thingvellir
Panoramica sul Parco naturale di Thingvellir
Panoramica sul Parco naturale di Thingvellir
Si prosegue il viaggio per ammirare uno dei fenomeni più suggestivi della Natura che ha reso l'Islanda famosa in tutto il mondo: il Geysir. Situato nella valle di Haukadalur, sempre Islanda meridionale, fontane d'acqua calda eruttano in modo esplosivo e a tempo cadenzato, solitamente intorno ai 4 minuti e 30 secondi. 
Il Geysir nel momento dell'esplosione di acqua incandescente
Il Geysir nel momento dell'esplosione di acqua incandescente
Una curiosità davvero particolare: durante il tragitto ci siamo fermati a visitare uno dei pochi essicatoi di merluzzi rimasti sull'isola: considerate che il merluzzo, come il salmone, è considerato assai prezioso dagli islandesi, di ottima qualità e commercializzato anche all'estero. 
Particolare essicatoio di merluzzi
Particolare essicatoio di merluzzi
Il terzo giorno dopo aver costeggiato il ghiacciaio di Langjökull, uno dei quattro grandi ghiacciai dell'Islanda, ci dirigiamo verso Sud in direzione della costa meridionale dell'Isola. Il panorama che si apre ci permette di ammirare le cascate di Seljalandsfoss e Skogafoss: cascate selvagge con un salto di oltre 60 metri attraverso quella che una volta era una scogliera sull'oceano, ora distante diversi kilometri. Purtroppo le condizioni meteo avverse non ci permettono di godere appieno dei colori suggestivi di questi luoghi, permeando l'ambiente di una luce grigia. Vi assicuro però che dal vivo lo spettacolo è comunque mozzafiato!
La cascata di Seljalandsfoss
La cascata di Seljalandsfoss
Successivamente raggiungiamo le spiagge nere vicino a Vik, tra cui la suggestiva quanto pericolosa spiaggia nera di Reynisfjara, tra le più mortali al mondo per i più sprovveduti per via delle onde anomale e delle forti correnti di risacca. Si ammirano i faraglioni, la sabbia nera, la potenza dell'oceano ma soprattutto le formazioni basaltiche vulcaniche di tipo monolitico. In chiusura si costeggia il famoso vulcano Eyjafjallajökull, la cui eruzione nell'aprile 2010 bloccò l'intera aviazione civile europea, per l'occasione però sfortunatamente coperto dalle nubi. 
La spiaggia nera di Reynisfjara
La spiaggia nera di Reynisfjara
I basalti della spiaggia nera di Reynisfjara
I basalti della spiaggia nera di Reynisfjara
Il quarto giorno lasciamo progressivamente il comparto meridionale dell'Isola per raggiungere la costa orientale. Durante il tragitto ci immergiamo in emozioni davvero forti in un mondo glaciale: prima tappa al più antico Parco Nazionale, lo Skaftafell situato ai piedi del più grande ghiacciaio d'Europa, il Vatnajökull. Qui, ramponcini ai piedi, camminiamo verso la lingua di ghiaccio percorrendone un piccolo tratto in condizioni meteo avverse con pioggia battente e vento forte; in questo momento l'emozione si fa davvero intensa, quasi al punto di commuoversi, in uno stato di immersione totale con la Natura più selvaggia e primitiva.  
La lingua meridionale del ghiacciaio Vatnajökull, il più grande ghiacciaio d'Europa
La lingua meridionale del ghiacciaio Vatnajökull, il più grande ghiacciaio d'Europa
Lingua meridionale del ghiacciaio Vatnajokull
Lingua meridionale del ghiacciaio Vatnajokull
Successivamente nel tragitto verso Est raggiungiamo un'altra maestosa cascata, la Svartifoss alla quale segue una visita alla particolarissima laguna glaciale Jökulsárlón. Qui galleggiano iceberg di varie dimensioni, talvolta non solo sulla baia ma anche sulla spiaggia nera, con la fortuna di aver incontrato anche delle foche. La giornata si appresta poi alla fase conclusiva guidando tra i fiordi orientali, dove si possono apprezzare anche gli allevamenti di salmoni in enormi cisterne sull'oceano.
La cascata Svartifoss
La cascata Svartifoss
La laguna glaciale Jökulsárlón
La laguna glaciale Jökulsárlón
Le cisterne dentro le quali vengono allevati i salmoni
Le cisterne dentro le quali vengono allevati i salmoni
Ed eccoci arrivare al pezzo forte: la sera arrivati nella località di Berunes, subito dopo cena, le nubi finalmente si diradono, si accendono le stelle e arriva lei: l'aurora boreale. Non ci sono sufficienti parole per descrivere l'emozione nell'ammirarla la prima volta e le foto non rendono abbastanza giustizia ad un fenomeno così eccezionale. Picchi emotivi a livelli notevoli. 
L'aurora boreale immortalata a Berunes - Foto di Edoardo Ferrara
L'aurora boreale immortalata a Berunes - Foto di Edoardo Ferrara
L'aurora boreale immortalata a Berunes - Foto di Edoardo Ferrara
L'aurora boreale immortalata a Berunes - Foto di Edoardo Ferrara
Il giorno successivo si parte da Berunes ancora ebbri di felicità per lo spettacolo delle aurore, costeggiando i fiordi orientali per poi inoltrarsi nel Nord dell'Isola, dove spazio e orizzonti si dilatano all'infinito. Maestose montagne a picco sul mare si alternano a vallate dove vi sono villaggi essenzialmente di pescatori: si incontrano e respirano realtà davvero fuori dal tempo, in totale antitesi con la frenesia del mondo occidentale e urbanizzato. Si raggiunge l'area geotermica di Myvatn, tra le più attive al mondo: il fermento magmatico e vulcanico del sottosuolo islandese permette infatti di stoccare enormi quantità di energia grazie alle centrali geotermiche. Il viaggio prosegue lungo una placida quanto infinita strada asfaltata in un susseguirsi di spaccature terrestri, vulcani spenti, fumarole, fanghi bollenti, oltre finalmente trovare distese di neve al suolo a differenza dei giorni precedenti. Alcuni scatti: 
La luce del mattino su Berunes
La luce del mattino su Berunes
Viaggio nelle terre a Nord dell'Islanda con nubi lenticolari
Viaggio nelle terre a Nord dell'Islanda con nubi lenticolari
Strade infinite
Strade infinite
Segue un'altra giornata a lunga percorrenza sulle lande nord dell'Islanda, dove si possono ammirare ancora vulcani e cascate, tra le quali quelle di Godafoss, nonchè la colonia di foche in Illugastadhir (altro momento di emozione intensa), nella penisola di Tjorn. Durante il tragitto abbiamo rapidamente visitato anche la seconda città d'Islanda dopo Reykjavik, ovvero Akureyri. 
Le cascate di Godafoss, nord Islanda
Le cascate di Godafoss, nord Islanda
Area vulcanica nel nord dell'Islanda
Area vulcanica nel nord dell'Islanda
 Area vulcanica nel nord dell'Islanda
Area vulcanica nel nord dell'Islanda
Foche spiaggiate a Illugastadirh
Foche spiaggiate a Illugastadirh
Segue un'altra giornata intensa, la penultima, sotto tutti i punti di vista eseguendo il periplo di una sottile striscia di terra detta Penisola di Snaelfesness, posta a Nordovest dell'Islanda. Anche qui molti spunti interessanti, tra cui l'incontro con il cavallo islandese: una razza indigena ma di dimensioni ridotte, tanto da assomigliare ai pony. Costeggiando la penisola ci imbattiamo inoltre in falesie e scogliere maestose quanto incredibili, dove onde gigantesche si infrangono risalendo furiosamente il pendio roccioso. Il tutto sotto gli occhi attenti di vari uccelli in cerca di preda nel mare. Tra i vari punti di interesse anche la montagna solitaria di Kirkjufell: con i suoi 463 metri di altezza, la particolare posizione in prossimità del mare e la forma conica quasi perfetta ha reso particolarmente suggestivo questo sito islandese. L'ultima giornata ci riporta da dove eravamo partiti: la capitale Reykjavik. In città ampi momenti di condivisione con il gruppo di viaggio, dove sono nate nuove interessanti amicizie; l'esperienza si chiude con tanta felicità, ma anche un po' di tristezza: non ci si abitua mai alla bellezza, ne vuoi ancora di più. Alcuni scatti:
I cavalli islandesi
I cavalli islandesi
La montagna Kirkjufell
La montagna Kirkjufell
Una delle suggestive scogliere della penisola di Snaefellsnes
Una delle suggestive scogliere della penisola di Snaefellsnes
CONSIDERAZIONI METEO-CLIMATICHE - L'Islanda, nonostante la sua elevata latitudine fin verso il Circolo Polare Artico, non è in genere interessata da un clima particolarmente rigido. Pur non mancando fasi di gelo intenso, le temperature medie infatti sono mitigate dalla corrente del Golfo la quale appunto dal Golfo del Messico trasporta calore fin verso il Mar di Norvegia e l'Islanda, mitigando anche il clima dell'Europa occidentale. A Reykjavik ad esempio la temperatura minima media in inverno è -2°C e la massima è di 3°C. Ciò nonostante anche l'Islanda risente del riscaldamento globale, tanto che soprattutto negli ultimi anni si è ridotta la quantità di neve al suolo: particolarmente anomalo è risultato questo inverno, con temperature spesso ben oltre la media e frequenti situazioni piovose piuttosto che nevose. Ne sono la riprova le foto a corredo dell'articolo, che nonostante siano state scattate a fine febbraio, testimoniano in larga parte l'assenza di neve al suolo persino sulla parte Nord dell'Isola. 
Di fatto per gran parte del mio viaggio ho sperimentato temperature sopra lo zero e i primi tre giorni ha essenzialmente solo piovuto (successivamente, dal 6 marzo in avanti, una duratura e intensa ondata di gelo ha interessato gran parte dell'Isola). Il protagonista assoluto rimane comunque il vento, che molto spesso soffia da moderato a forte/rafficato, a causa della frequente presenza e/o passaggio di cicloni extra tropicali che proprio attorno all'Isola acquisiscono potenza (alimentati dallo scontro tra le gelide masse d'aria groenlandesi con quelle più miti in risalita dalle latitudini subtropicali lungo l'Atlantico). Da notare infine come i grandi ghiacciai, tra cui il Vatnajokull, siano situati sul comparto meridionale dell'Isola, maggiormente esposto alle correnti più miti e quindi ricche di umidità provenienti dall'Atlantico. Il versante nord dell'Isola è infatti interessato da masse d'aria decisamente più fredde ma secche.
In conclusione un'esperienza imperdibile per chi ama la Natura, che consiglio vivamente, ma con il dovuto equipaggiamento per non farsi cogliere impreparati in una terra che può divenire inospitale in un batter di ciglia. 
Chiudo il racconto con altre spettacolari immagini con condizioni soleggiate e climaticamente più rigide, scattate nei giorni successivi e gentilmente messe a disposizione da Paola Gozzi che ringraziamo:
Il Parco di Thingvellir, distese di ghiaccio per temperature molto rigide. Foto di Paola Gozzi
Il Parco di Thingvellir, distese di ghiaccio per temperature molto rigide. Foto di Paola Gozzi
La cascata di Seljalandsfoss
La cascata di Seljalandsfoss
Il ghiacciaio del Vatnajokull, lingua meridionale
Il ghiacciaio del Vatnajokull, lingua meridionale
La spiaggia nera di Reynisfjara
La spiaggia nera di Reynisfjara
La cascata di Svartifoss
La cascata di Svartifoss
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