Mangiare l'acqua per inquinare meno. Il futuro potrebbe essere questo, se la startup britannica Skipping Rocks Lab riuscirà a commercializzare
su larga scala le sue bolle d'acqua per ridurre l'utilizzo di imballaggi in
plastica. Le bolle di liquido, dalle dimensioni di palline da ping pong,
denominate "ooho balls", sono composte da una membrana gelatinosa composta da
estratti vegetali e alghe in grado di resistere per 4-6 settimane. Se tutto
questo dovesse trasformarsi in realtà si potrebbe in parte risolvere il grosso problema della
plastica, che al momento crea vere e proprie isole negli Oceani ma in generale inquina tutte le nostre acque: basti pensare
che in un solo mese il comune di Londra ha estratto dal Tamigi qualcosa come 4mila bottiglie di plastica.
Buone le reazioni alle dimostrazioni effettuate a Londra e
San Francisco. Secondo la Skipping Rocks si potranno produrre circa 2mila Ooho
balls al giorno, ma la speranza è di aumentare notevolmente la produzione
pensando anche di incapsulare l'alcol, per aprire un altro immenso mercato,
quello dei giovani. L'idea lanciata sul sito di crowdfunding CrowdCube ha raccolto 848mila sterline di finanziamenti. Il doppio delll'obiettivo fissato dagli ideatori di Skipping Rocks Lab
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