4 aprile 2020
ore 12:07
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Il continente antartico è uno dei posti più aspri del pianeta, completamente ricoperto dai ghiacci con spessori che raggiungono anche i 4000 m nella parte centrale e temperature che nel periodo invernale possono raggiungere anche i -70°C, davvero pochissime sono le specie animali che possono resistere a quel freddo. Ma ci credereste che non è sempre stato cosi? Che molto tempo fa una foresta pluviale brulicante di vita lo interessava per la sua interezza e che le temperature potevano raggiungere anche i +25°C. 

Per capire come questo sia stato possibile dobbiamo fare un salto indietro di molti milioni di anni, in quella che ai geologi è nota come era Mesozoica e più nel dettaglio al periodo del Cretaceo quando le terre emerse erano abitate dai giganteschi dinosauri, le temperature medie erano di 7-8°C più alte dell'attuale, circa 22.5°C e il livello dei mari di 170m più alto di oggi. Erano tempi di grandi trasformazioni per la crosta terrestre che si era divisa da quell'unico grande continente che era, la Pangea in una serie di zolle che avrebbero poi formato nel tempo l'attuale disposizione dei continenti

L'Antartide non si era ancora formato del tutto ma una serie di piccole zolle si stavano gradualmente organizzando dove è adesso la Nuova Zelanda e si sarebbero poi incontrate con altri frammenti di crosta provenienti dall'America del Sud per assemblare quello che oggi è il grande continente antartico. Fu allora che molto probabilmente queste foreste cominciarono a espandersi sulla superficie emersa. Foreste lussureggianti abitate da giganteschi rettili e mostruosi uccelli che avrebbero dominato il pianeta per almeno altri 25 milioni di anni. Poi circa 65 milioni di anni fa la caduta di un gigantesco meteorite mise fine alla gran parte della vita allora presente e cambiò drasticamente il clima. Una prima colossale crisi cui poi ne seguirono delle altre fino ad arrivare alle grandi glaciazioni che ricoprirono definitivamente il continente con una spessa coltre di ghiaccio mai più scomparsa fino ai nostri tempi.

Ma ora gli scienziati effettuando degli studi su alcuni livelli di terreno profondo hanno ritrovato le tracce di quell'antica esistenza, resti di radici fossili, pollini e spore che abbracciavano almeno 65 tipi di piante, con strutture cellulari individuali chiaramente visibili dalle latifoglie alle conifere. La testimonianza di un tempo che fu, sconvolto dai colossali cambiamenti climatici, un eco profondo del pianeta, come un monito che ci suggerisce che nulla è per sempre.


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