12 luglio 2017
ore 13:44
di Daniele Berlusconi
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 Per tutti

Un enorme iceberg si è appena staccato dalla cosiddetta area Larsen C in Antartico occidentale. Il distacco è stato registrato dal progetto MIDAS (un equipe di ricercatori del Regno Unito) ed è avvenuto tra lunedì 10 e mercoledì 12 Luglio. L'Iceberg, chiamato A68, ha una superficie di circa 5800 Km quadrati e pesa oltre mille miliardi di tonnellate ed ha un volume pari al doppio del lago Erie, uno dei Grandi Laghi.   

Gli scienziati hanno notato fin dal 2011 una fessura in questa area, che negli ultimi anni si è ampliata a una velocità sempre crescente fino a scavare una porzione di ghiacci pari circa al 10% dell'intero ripiano. L'iceberg, per ora un unico grande pezzo, potrebbe in futuri rompersi un frammenti più piccoli, alcuni dei quali potranno scivolare verso Nord in acque più calde. 

I glaciologi del team MIDAS affermano che si tratta comunque di un evento naturale non necessariamente collegato al riscaldamento globale indotto dall'uomo, ma che questo determina una serie di rischi per tutto il ripiano glaciale, in quanto lo rende molto più instabile.

La principale preoccupazione degli scienziati riguardo a una fusione dell'Antartide è che l'acqua congelata nei suoi numerosi ghiacciai sottomarini, potrebbe causare un aumento dei livelli globali di mare di alcuni metri. Il nuovo iceberg, tuttavia, non contribuirà a questo aumento. Come quando i cubetti di ghiaccio si sciolgono in un bicchiere d'acqua e il livello dell'acqua non aumenta, la quantità di oceano attualmente spostata dagli iceberg galleggianti rimane invariata quando si fondono.

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