Caldo record e trend delle piogge: il caso del 2022 nel Nord-Italia
L'anno 2022 sta facendo registrare valori record sia sotto l'aspetto termico sia per quanto riguarda le precipitazioni. Come si inserisce nel trend climatico dell'ultimo secolo? Vi forniamo qualche dato.
L'anno 2022, finora, si posiziona ai
vertici della classifica degli anni più avari di precipitazioni sul
Nord-Italia, ed in particolare al Nordovest. Valle d'Aosta, Piemonte,
Lombardia e Liguria: tutte e quattro le regioni stanno registrando
deficit pluviometrici di portata eccezionale. Ciò che rende l'anno
2022 sostanzialmente da record, tuttavia, non è tanto mancanza di
precipitazioni in sé, bensì la contemporanea presenza anche di
anomalie estremamente positive di temperatura. In altre parole:
finora non si era mai registrata un'annata che risultasse così calda
e così secca allo stesso tempo.
L'aspetto termico di per sé non è una
novità: il riscaldamento globale è un'evidenza; a parte locali
eccezioni, gran parte del territorio europeo rappresenta peraltro un
hotspot da questo punto di vista, nel senso che sta sperimentando un
aumento delle temperature medie annuali che risulta più marcato
rispetto ad altre aree del Globo. Trend che ha subìto un'ulteriore
impennata negli ultimi 7-8 anni circa.
Al netto delle notizie sul caldissimo
2022 che, ad oggi, sono ormai di dominio comune, vorremmo
aggiungere due spunti che si integrano al discorso generale.
Il primo risponde alla domanda: come
mai quest'annata sta risultando così asciutta? La risposta non sta
semplicemente in considerazioni del tipo "perchè è il
riscaldamento globale a causare tutto questo"; tutt'altro. Ogni
anno risponde a modifiche della circolazione generale atmosferica su
scala emisferica, la quale si traduce in conseguenti ripercussioni su
quella europea, ossia quella che ci interessa direttamente e che
influenza le condizioni meteorologiche che osserviamo
quotidianamente. Ma queste modifiche sono altalenanti nella loro
modulazione su scala annuale e stagionale, non seguono quindi
tendenze definite.
Anomalia dell'altezza di geopotenziale a 500hPa nell'anno 2022, da gennaio a metà ottobre
L'anno 2022 sta registrando importanti
anomalie positive di geopotenziale a 500hPa su parte del Vecchio
Continente. Tradotto in parole semplici: dove spiccano colori
tendenti al rosso sta a significare una predominanza di condizioni
anticicloniche superiori alla media come frequenza ed entità. Va da
sé che avere questo tipo di scenario sull'Europa occidentale
sfavorisce totalmente l'ingresso di correnti instabili atlantiche sul
Mediterraneo, che poi sono quelle direttamente collegate agli scenari
piovosi in sede italica e soprattutto al Centronord.
Contrariamente, in un'annata come il
2018 (figura in basso) la distribuzione delle anomalie era
decisamente differente e come diretta conseguenza registrammo valori
pluviometrici annuali in media o sopra la media su gran parte del
Nord-Italia. Eppure anche il 2018 fu un anno termicamente ben sopra
la media.
Anomalia dell'altezza di geopotenziale a 500hPa nell'anno 2018, da gennaio a metà ottobre
Questo confronto serve per sottolineare
come l'aumento generalizzato delle temperature medie annuali non è
per forza di cose correlato ad una diminuzione delle precipitazioni
ed un contemporaneo aumento dei periodi siccitosi. Non ci sono
evidenze su correlazioni di questo tipo.
A supporto di questa considerazione, vi
riportiamo un grafico esplicativo. Raccoglie i dati di precipitazioni
annuali negli ultimi 160 anni sulla città di Milano, dal 1860 al
2019, ricavati dalla preziosa stazione meteorologica di Milano-Brera,
una delle più antiche di tutta l'Italia.
Pluviometria totale annua di Milano negli ultimi 160 anni. Elaborazione dati: Centrometeolombardo.com
Si può notare come non si scorge alcun
trend riguardo i valori medi annuali di precipitazione. Nè in
positivo, né in negativo. La media mobile è sostanzialmente
stabile. Tra le annate più aride, spicca il 1921, che ad oggi
rappresenta l'anno con il minor quantitativo di pioggia caduto sul
capoluogo lombardo (421 mm). Attualmente, il 2022 si posiziona al
primo posto, in quanto finora si sono registrati circa 280-300mm su
Milano. Mancano però ancora due mesi all'appello. Ad ogni modo, quel
che è sicuro è che il 2022 chiuderà a prescindere come un'annata
eccezionalmente secca.
Eppure è bene ricordare quanto
accennato poc'anzi, ossia che - dal punto di vista prettamente
pluviometrico - vale il detto che "una rondine non fa Primavera".
In altre parole: dati alla mano, non ci sono evidenze che le annate
con scarse precipitazioni stiano aumentando.
A corollario, pubblichiamo anche un
secondo grafico, sempre ricavato dai dati di Milano-Brera. Evidenzia
il numero di giorni di pioggia per ogni anno. Anche in questo caso,non si nota nessun trend particolare. Quindi attenzione anche al
falso mito del "piove meno giorni, ma quando piove...piove di più";
si tratta di una tesi confutata dagli stessi dati di archivio, i
quali rappresentano l'unica verità sulla quale possiamo estrapolare
e condividere determinanti scenari, trend e successive considerazioni
di contorno.
Distribuzione dei giorni annui con precipitazioni, a Milano, negli ultimi 160 anni. Elaborazione dati: Centrometeolombardo.com
Riepilogando, i punti principali che
questo articolo vuole mettere sotto la lente d'ingrandimento sono:
il trend al rialzo delle
temperature medie annuali è un'evidenza. E in quanto tale, ne va
solo preso atto. Si tratta peraltro di un trend che sta subendo
un'ulteriore accelerata nell'ultimo decennio.
L'anno 2022 si appresta a
risultare l'anno più caldo da inizio rilevazioni, o comunque nei
primi tre posti di questa classifica.
L'anno 2022 si appresta a
risultare uno degli anni più secchi da inizio rilevazioni, al pari
o al di sopra del record attuale che spetta all'anno 1921 su gran
parte della Valpadana occidentale.
Non si nota un trend che vada ad
associare l'aumento delle temperature (fatto incontrovertibile) ad
un qualsiasi trend relativo alle precipitazioni. Quindi è
importante separare i due aspetti.