Le espressioni "tornado"
e "tromba d'aria" sono sinonimi. È sbagliato quindi pensare
che un tornado sia una tromba d'aria molto più forte: sono
concettualmente la stessa cosa. Per semplice abitudine, in Italia
fenomeni del genere vengono chiamati trombe d'aria, in altre parti
del mondo (come negli Stati Uniti) si preferisce usare l'espressione
tornado (twister in inglese).
Il nostro Paese non è immune da questi
fenomeni: in Italia in media si verificano 8-10 trombe d'aria
all'anno, solitamente concentrate tra l'estate e l'autunno. Le
zone maggiormente colpite sono le aree pedemontane alpine, il Friuli,
il Ponente Ligure, le coste dall'alta Toscana e del Lazio e la
Sicilia orientale. Nelle trombe d'aria "italiane" di solito il
mulinello ha un diametro di 50-150 metri, con venti che ruotano
intorno al centro del mulinello alla velocità di 100-150 km/ora,
mentre l'imbuto si sposta insieme alla nube temporalesca alla
velocità di circa di 30-40 km/ora.
Fortunatamente questi "mostri"
meteorologici hanno durata breve (difficilmente oltre i 30 minuti),
riuscendo così a percorrere solitamente distanze limitate, in media
5-10 km. La rarità del fenomeno e la ristretta area da esso
interessata fanno sì che la probabilità che un dato luogo sia
investito da una tromba d'aria risulti molto bassa, ma purtroppo non del tutto
remota.