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Clima Europa. Gennaio 2026, un'eccezione recente, non un ritorno agli inverni del passato

Pubblicato da
in data
10/02/2026 - 14:34
1 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Gennaio 2026, un'eccezione in tempi recenti
Gennaio 2026, un'eccezione in tempi recenti
Gennaio 2026, a livello globale, secondi i dati forniti da Copernicus, è stato il quinto gennaio più caldo mai osservato, con una temperatura media dell'aria in superficie di 12,95 °C. Il valore risulta superiore di 0,51 °C rispetto alla media 1991-2020 e di 1,47 °C rispetto al periodo pre-industriale. Nonostante alcune ondate di freddo regionali, ampie aree del pianeta , inclusi settori dell'Artico e del Nord America occidentale,  hanno registrato temperature sopra la media. 
In Europa, il quadro è stato diverso. Nel corso del mese, ripetute ondate di freddo hanno interessato il continente, rendendo gennaio 2026 il più freddo dal 2010, con una temperatura media di -2,34 °C, pari a -1,63 °C rispetto alla media 1991-2020. Allo stesso tempo, gran parte dell'Europa occidentale, meridionale e orientale ha registrato precipitazioni superiori alla media, con alluvioni e disagi in diverse aree, dalla Penisola Iberica all'Italia, fino ai Balcani occidentali, all'Irlanda e al Regno Unito. Gennaio 2026 è il risultato della variabilità interna che agisce su un clima di fondo più caldo: un mese freddo a scala regionale non smentisce il riscaldamento globale, ma ne convive
Dal 2010 in poi, i mesi di gennaio in Europa sono stati nella maggior parte dei casi positivi o molto miti. Questo rende il 2026 un'eccezione recente, ma non un ritorno ai grandi inverni del passato.
Il punto chiave è la percezione. Dopo oltre un decennio di gennaio spesso sopra media, basta un mese moderatamente freddo per sembrare come una volta. In realtà, se confrontato con gli anni '80 o con alcuni gennaio dei primi anni '90, il 2026 si colloca ancora su un altro piano.
Gennaio 2026 è stato freddo rispetto agli ultimi anni, ma non freddo in senso storico. È un esempio chiaro di come il riscaldamento globale abbia spostato l'asticella; oggi chiamiamo inverno vero ciò che, trent'anni fa, sarebbe stato quasi normale. La percezione confonde non perché il freddo non sia reale, ma perché lo confrontiamo con un passato recente già alterato dal riscaldamento globale.
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