E ora inizia la stagione invernale: il 22 dicembre cade il solstizio d'inverno
Dal 22 dicembre le giornate riprenderanno ad allungarsi nell’emisfero boreale, fino a raggiungere il massimo di ore di luce nel giorno del solstizio d'estate.
Pubblicato da
Valeria Pagani
in data
27/12/2025 - 14:22
3 min. di lettura
Livello - Per tutti
Condividi su
In arrivo il solstizio d'inverno 2023
Il 22 dicembre, alle 04:27 (ora
italiana), inizia ufficialmente l'inverno nell'emisfero boreale. Questo
istante, che segna il passaggio dalla stagione autunnale a quella invernale, è
chiamato solstizio d'inverno e rappresenta il giorno con il minor numero di ore
di luce dell'anno, ovvero il giorno più corto. Questo accade naturalmente
nell'emisfero nord, dove abitiamo, mentre nell'emisfero sud avviene esattamente
il contrario: il 22 Dicembre è il solstizio d'estate e il giorno quello più
lungo dell'anno.
Il termine solstizio, composto da sol
"sole" e sistere, "fermarsi", indica il momento in cui il Sole,
nel suo moto apparente lungo l'eclittica, raggiunge il suo punto di
declinazione minimo (la declinazione può essere considerata come l'altezza
del Sole sopra l'equatore celeste). I raggi solari nel nostro emisfero
arrivano quindi con il massimo dell'inclinazione, facendo sì che le
ombre raggiungano la loro massima lunghezza rispetto tutti gli altri
giorni dell'anno. Una misura calcolata a mezzogiorno, nel momento in cui il
sole è nel punto più alto del suo percorso attraverso il cielo. Nel mese
di giugno, invece, il 20 o il 21, il Sole raggiunge il valore massimo di
declinazione, la sua altezza maggiore nel cielo, segnando l'inizio
dell'estate boreale e dell'inverno australe.
Dal solstizio d'inverno in
avanti, le ore di luce continuano gradualmente ad aumentare fino al solstizio
d'estate, il giorno più lungo dell'anno, ma anche il momento dal quale le ore
di luce riprenderanno a ridursi nuovamente. Per questa ragione, in molte culture
e religioni del passato, il solstizio d'inverno era vissuto e celebrato come un
momento di rinascita, a partire dal quale ricomincia la strada verso
la primavera. In epoca romana, per esempio, nei giorni tra il 17 e il 23 dicembre, si svolgevano i Saturnali, dei veri e propri festeggiamenti durante i
quali era sovvertito l'ordine sociale e si celebrava Saturno - la divinità
protettrice dei campi e dei raccolti - con grandi banchetti e sacrifici.
Si credeva infatti che le divinità ctonie (Saturno, Plutone, Proserpina), uscissero
dal sottosuolo e vagassero nei campi durante il periodo invernale. Per farli
tornare nel sottosuolo, da dove avrebbero protetto i semi, li avrebbero fatti
germogliare in primavera e avrebbero favorito i raccolti della stagione estiva,
venivano offerti loro doni e celebrate feste in loro onore - i saturnali
appunto. Alle nostre latitudini, questi festeggiamenti hanno ormai lasciato il
posto al Natale e non sono più celebrati secondo le usanze romane. Ma altre popolazioni
mantengono ancora viva la tradizione. Anche in Iran, fin dai tempi antichi, nei
giorni del solstizio d'inverno si festeggia la notte di Yalda, una celebrazione
vista tradizionalmente come la vittoria della luce sull'oscurità e il
compleanno del dio del sole Mithra. Ancora oggi le famiglie festeggiano insieme
con cibi come noci e melograni e alcuni restano svegli tutta la notte per
accogliere il sole del mattino. Così anche i popoli Zuni e Hopi dell'Arizona
settentrionale il 21 dicembre festeggiano il Soyal, il solstizio d'inverno. La
cerimonia include riti di purificazione, danze e talvolta lo scambio di doni, ma soprattutto i partecipanti "fanno
risvegliare" il sole dal suo lungo sonno, segnando così l'inizio di un altro
ciclo della Ruota dell'Anno.
Durante il solstizio d'inverno,
quindi, si festeggia il ritorno a giornate più lunghe, con momenti di
raccoglimento spirituale e di condivisione, come augurio di prosperità e salute
nei successivi mesi. Bisogna però prestare attenzione, perché il solstizio non cade
sempre lo stesso giorno, ma si verifica tra il 20 e il 23 dicembre di ogni anno.
L'anno solare - il tempo che intercorre tra due passaggi successivi del Sole
allo Zenit dello stesso tropico - dura 365 giorni 5 ore e 48 minuti, mentre
l'anno civile di su cui si basa il nostro calendario dura 365 giorni. Queste 5
ore e 48 minuti in più ogni anno si accumulano, ma vengono in parte annullate
dagli anni bisestili, facendo comunque "slittare" i giorni del solstizio appunto
tra il 20 e il 23 dicembre. Qui un approfondimento