Hunga Tonga; quanto incide davvero sul riscaldamento globale?
L'eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha'apai, avvenuta il 15 gennaio 2022, è stata uno degli eventi vulcanici più straordinari mai osservati; a differenza delle grandi eruzioni del passato, il vulcano Hunga Tonga ha immesso nella stratosfera un'enorme quantità di vapore acqueo, aumentando il suo contenuto globale di circa il 10-15%, un record nell'era delle osservazioni satellitari (Yook et al., 2025; Zhou et al., 2026). Questa iniezione ha modificato il bilancio radiativo dell'atmosfera, la circolazione stratosferica e alcuni processi chimici, compresi quelli che influenzano l'ozono.
Da qui è nata la domanda su quanto abbia potuto contribuire al caldo record del 2023-2024. Uno studio di Jucker et al. (2024) suggerisce che il vapore acqueo stratosferico possa aver esercitato un debole effetto riscaldante, con effetti potenzialmente persistenti fino al 2025-2026. Studi successivi più completi hanno incluso anche il ruolo degli aerosol vulcanici. Il progetto internazionale HTHH-MOC ha concluso che nei primi due anni l'effetto climatico complessivo è stato probabilmente leggermente raffreddante, poiché gli aerosol hanno compensato almeno in parte il contributo riscaldante del vapore acqueo (Quaglia et al., 2026). Secondo alcuni studi il vulano può avere effetti sulla circolazione atmosferica, come modifiche della Southern Annular Mode (SAM) e della North Atlantic Oscillation (NAO), pur sottolineando che questi segnali restano deboli rispetto alla normale variabilità atmosferica (Bednarz et al., 2026).
Nel rapporto internazionale APARC/WCRP (2025), il vulcano Hunga Tonga ha avuto effetti importanti sulla stratosfera, ma non è stato il principale responsabile del caldo record del 2023-2024. Il suo contributo alla temperatura media globale è ritenuto piccolo, mentre il riscaldamento osservato è attribuito soprattutto alla combinazione tra riscaldamento antropico, l’Enso e la variabilità naturale del clima.
L'eventuale contributo di Hunga Tonga non riguarderebbe soltanto il biennio 2023-2024. Il vapore acqueo immesso nella stratosfera potrebbe continuare a esercitare un debole forcing anche negli anni successivi, ma il suo effetto resta piccolo rispetto al riscaldamento di fondo dovuto alle emissioni dei gas serra.
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