Forse non tutti sanno che
l'abbronzatura non è altro che un'autodifesa della pelle per
proteggersi dai raggi solari e in particolare dai raggi ultravioletti
(Uv-A, Uv-B, Uv-C) che non scaldano, ma sono quelli che producono
maggiori danni alla pelle. Ad esempio, gli Uv-A entrano in
profondità, distruggono il collagene, l'elastina e i piccoli vasi
e invecchiano la pelle; gli Uv-B penetrano nel nucleo delle cellule
dell'epidermide mutando il DNA e inducendo a tumori cutanei.
La
necessità, quindi, di proteggersi dal sole è fondamentale. Basta
mettersi sotto l'ombrellone o indossare una maglietta? La risposta
è: assolutamente no perché i raggi solari attraversano anche i
tessuti. Indossare una maglietta di cotone è come spalmarsi una
crema di fattore 5 e più la trama dei tessuti è larga più il
"fattore di protezione" diminuisce. Tanto più il tessuto è
chiaro, meno ha la capacità di trattenere la radiazione. Così come
stare sotto l'ombrellone non significa proteggersi perché la
radiazione solare è riflessa dalla sabbia. E che dire dei costumi in
nylon e lycra? Se bagnati, sono completamente "trasparenti" alla
radiazione.
Novità, però! Da qualche anno si stanno mettendo a
punto dei nuovi tessuti che riescono ad assorbire i raggi solari. Ad
esempio, nella viscosa sono stati inclusi dei bloccanti UV e delle
molecole di ceramica a tal punto che il suo "fattore di protezione"
è di 60. Nei prossimi anni sull'etichetta dei vestiti, potremo
forse leggere anche il fattore di protezione!
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