Le stime sono ancora provvisorie, ma i danni economici causati dal ciclon Harry su Calabria, Sardegna e Sicilia supererebbero già il miliardo di euro. E' la misura concreta di quanto questo sistema extratropicale abbia inciso su coste, infrastrutture, porti, viabilità e attività economiche.
Harry non è stato un semplice maltempo, ma un evento estremo multi-rischio. Piogge abbondanti, vento forte e soprattutto mare estremo hanno lavorato in sinergia, nello stesso momento, sugli stessi territori. Quando succede questo, i danni non si sommano ma si moltiplicano.
Sulla componente marina, Harry ha mostrato il volto più importante; non solo si tratta di mare grosso ma di un assetto capace di generare onde gigantesche e persistenti per più tempo. Un vento intenso e soprattutto continuo, canalizzato per ore su un fetch enorme, ha lasciato al mare il tempo di costruire energia. E quando il mare arriva così sulle coste, i danni diventano strutturali.
Il Mediterraneo non è nuovo a grandi tempeste e mareggiate storiche. Ma simile non significa uguale. Harry è stato particolare per la combinazione simultanea di più elementi: collocazione del minimo, durata dell'allineamento, estensione dell'area coinvolta e impatto simultaneo su più regioni. È questo mix che lo ha reso eccezionale.
Harry dimostra che oggi la previsione più importante non è solo che tempo farà e quanta pioggia cadrà ma che impatto avrà, alla luce di uno sfondo climatico che non è più quello di un tempo. In un contesto così, il lavoro di allerta e coordinamento ha fatto la differenza nel limitare i rischi per le persone.