Abbiamo parlato nei giorni scorsi della situazione dell'Oceano Atlanticole cui temperature molto più calde del normale lo fanno accostare ad un mare più vicino al mese di settembre che di giugno. La regione di sviluppo dei cicloni principale dell'Atlantico (MDR) è la più calda mai registrata nel mese di giugno. Non a caso in questi giorni l'area in esame è attiva per la prima tempesta nominata della stagione Bret. Le temperature raggiungono i 28°C, valore ideale anche per la formazione di un ciclone tropicale in rotta verso le Antille. Tali valori sono ben superiori a quelli registrati nel 2005 e nel 2010 che poi sono state due stagioni molto attive sul fronte uragani.
Bret è la terza tempesta atlantica dell'anno, dopo la formazione della tempesta tropicale Arlene il 2 giugno e una tempesta subtropicale senza nome il 16 gennaio. Il mese di giugno è in genere il mese meno attivo della stagione degli uragani atlantici con solo 7 cicloni formati. Bret inoltre si unisce al gruppo delle sole 4 tempeste generatesi in giugno, probabilmente è quella più a nord est. L'attuale andamento termico andrebbe in contrasto con El Nino che invece diminuirebbe la possibilità di sviluppo ciclonico a causa dell'aumento dello shear del vento.
tempesta Bret
Più a nord le temperature delle acque sono sopra media anche di 6-8°C vicino al Regno Unito. Queste ondate di caldo marine si riferiscono alle temperature della superficie marina che sono al di sopra del 90° percentile per il periodo dell'anno per almeno 5 giorni. Secondo i dati della Noaa i valori a ridosso dell'Irlanda la quantificherebbero come un'ondata di categoria 4 o 5, vale a dire estrema. Le ondate di caldo marine possono avere un impatto significativo sulla vita marina e anche aumentare le ondate di caldo e le tempeste sulla terraferma. Anche l'EFI di Ecmwf definisce l'ondata di calore estrema per giugno.
Efi di Ecmwf, ondata di calore estrema marina
Quali le cause di un oceano super caldo? Sono le conseguenze di una situazione di blocco che hanno portato i venti occidentali a indebolirsi favorendo il riscaldamento a ridosso della Gran Bretagna mentre gli alisei più deboli hanno favorito il riscaldamento sull'Atlantico tropicale.