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Meteo. Final Warming precoce e vortice polare. Cosa è e che cosa potrebbe comportare

Pubblicato da
in data
07/03/2025 - 08:31
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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stratwarmindi di marzo 2025
stratwarmindi di marzo 2025
Ogni anno, tra marzo e aprile, l'inverno lascia definitivamente spazio alla primavera non solo al suolo, ma anche nell'alta atmosfera. Questo passaggio è segnato da un fenomeno chiamato Final Warming, ovvero il 'riscaldamento finale' della stratosfera, un evento fisiologico e normale durante il cambio di stagione. Quest'anno sembrerebbe avvenire il 9-10 di marzo.
Cosa è il Final Warming? Nel corso dell'inverno, sopra il Polo Nord, i forti venti che formano il Vortice Polare mantengono il freddo confinato alle alte latitudini. Durante alcuni riscaldamenti stratosferici, il vortice può deformarsi o spezzarsi, favorendo ondate di freddo intense alle medie latitudini.Con l'arrivo della primavera, però, il Sole inizia a scaldare gradualmente l'atmosfera polare. Questo porta a un indebolimento progressivo del vortice polare stratosferico, fino alla sua distruzione definitiva. Il processo ha impatti simili agli stratwarming invernali, ma è generalmente più graduale e meno incisivo. Mediamente il Final warming avviene attorno la metà di aprile, periodo che fa da spartiacque tra eventi precoci e tardivi. Il più precoce è quello del 6 marzo 2016, quello più tardivo è del maggio 1981. 
Se dopo questo riscaldamento stratosferico il vortice polare non si ricompone più fino all'autunno, allora si parla di Final Warming (riscaldamento finale). Al contrario, se il vortice riesce a ricompattarsi temporaneamente prima di dissolversi più avanti nella stagione, si tratta di un Stratwarming classico, con il Final Warming che invece sarà posticipato.
Uno degli effetti più evidenti di questi riscaldamenti stratosferici è un cambiamento nella disposizione della corrente a getto, il grande fiume di aria veloce che scorre a circa 10 km di altezza e che guida il movimento delle perturbazioni. Nel caso dei Final Warming, il jet stream tende progressivamente a spostarsi verso nord, favorendo un graduale aumento delle alte pressioni alle medie latitudini. Tuttavia, se il Final Warming avviene in modo brusco o precoce, può temporaneamente aumentare le ondulazioni del getto, permettendo incursioni di aria fredda più marcate, anche se di breve durata. 
Il freddo sul Mediterraneo non è però certo. Dopo questi eventi, in genere, la corrente a getto rimane disturbata o instabile per alcune settimane, influenzando la circolazione atmosferica a livello emisferico. C'è però da dire che la correlazione tra questi fenomeni e il freddo sul Mediterraneo non è statisticamente significativa, perché il loro impatto dipende da altri fattori atmosferici.
Cosa c'è da aspettarsi? Le ultime proiezioni indicano che questa evoluzione favorirà la formazione di un anticiclone in rinforzo sull'Atlantico, mentre sul suo bordo orientale scenderanno correnti fredde verso l'Europa centro-occidentale e, in parte, anche sull'Italia. 
Di conseguenza, in Italia si prevede un aumento della piovosità, con precipitazioni superiori alla media, in particolare sulle regioni centro-settentrionali, tra il 10 e il 17 marzo. Questo sarà accompagnato da un calo termico. Tuttavia, il grosso dell'aria fredda dovrebbe rimanere confinato a nord delle Alpi, con solo parziali infiltrazioni verso sud, a seconda dell'evoluzione della corrente a getto.
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