Con la fine dell'estate, nell'alta atmosfera inizia il processo che segna il cambio di stagione: la formazione del Vortice Polare. In questi giorni i venti occidentali sono tornati in stratosfera, ma non si osserva ancora un nucleo chiuso di bassa pressione sopra l'Artico, segno che il vortice non è ancora pienamente nato.
Si tratta di un enorme ciclone che si forma in stratosfera sopra il Polo alla fine dell'estate, attorno ai 30 km di quota, racchiudendo l'aria gelida. E' un processo normale e fisiologico. La sua forza può condizionare la circolazione atmosferica alle medie latitudini. Secondo le proiezioni, nei prossimi giorni il vortice inizierà a formarsi, ma con una partenza più debole della media: i venti resteranno al di sotto dei valori climatologici, pur restando nel range della variabilità.
Un avvio debole con venti inferiori alla media non è raro e, preso da solo, non ha un grande valore predittivo a lungo termine. A settembre il vortice è in fase di organizzazione e la sua intensità può oscillare sensibilmente.
Il punto chiave sarà l'autunno inoltrato: se il vortice polare si rafforza regolarmente, l'inverno parte da una base solida e meno soggetta a disturbi; se invece la debolezza persiste, cresce la probabilità di un vortice più vulnerabile a riscaldamenti stratosferici e perturbazioni. Dunque, il segnale da monitorare non è tanto la debolezza di questi giorni, quanto l'evoluzione del vortice nei prossimi due mesi.