Un nuovo evento di precipitazioni intense ha interessato l'Emilia Romagna, il quinto del genere in pochi anni. L'episodio si colloca in pieno dicembre, un periodo dell'anno in cui le piogge sono frequenti; tuttavia è insolito che si concentrino in quantità così elevate in un arco di tempo così ristretto. Negli ultimi giorni sono infatti stati registrati accumuli fino a 200 millimetri in circa 48 ore, soprattutto a ridosso delle aree appenniniche.
Dal punto di vista meteorologico, la dinamica che ha prodotto queste piogge è causata da una circolazione atmosferica bloccata, con l'alta pressione sulla Scandinavia e una bassa invece sul Mediterraneo. In tal contesto le correnti umide hanno insistito a lungo sulla stessa area, interagendo con l'Appennino e favorendo precipitazioni persistenti.
Lo schema della circolazione è noto, ma quello che cambia è il contesto in cui oggi avviene. Negli ultimi decenni l'atmosfera si è progressivamente scaldata e, con temperature più alte, la quantità di vapore acqueo disponibile è aumentata. Questo significa che, a parità di configurazione sinottica, le masse d'aria sul Mediterraneo sono più cariche di umidità rispetto al passato. Quando queste correnti vengono sollevate dall'orografia appenninica, il risultato è una maggiore intensità delle precipitazioni nello stesso intervallo di tempo. Lo schema di circolazione spiega dove e per quanto tempo piove, il contesto climatico attuale contribuisce a rendere le precipitazioni più intense rispetto al passato.Pur seguendo dinamiche atmosferiche note, i fenomeni odierni manifestano effetti molto più marcati rispetto al passato. Questo aspetto è fondamentale per poter adattare la gestione del territorio a un clima che oggi ha più energia del passato.