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Meteo. Stratosfera in movimento, bilobazione avanzata del Vortice Polare in vista?

Pubblicato da
in data
23/01/2026 - 06:39
2 min. di lettura
Livello - Per esperti
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vortice polare
vortice polare
Il Vortice Polare, nelle previsioni di tendenza media, tende a deformarsi e, in alcuni scenari, a separarsi in due lobi principali. Questa configurazione viene spesso chiamata bilobazione e ricorda uno proprio split del vortice. C'è da dire che non è una prova di split certo, perché una media può suggerire due lobi anche se i membri fanno cose diverse. 
In condizioni normali, in stratosfera (10 hPa, circa 30 km di quota) il vortice si presenta come una grande struttura fredda e relativamente compatta centrata sul Polo. Quando però le onde planetarie in arrivo dalla troposfera diventano forti, il vortice può o spostarsi dal Polo (displacement) o deformarsi e allungarsi (elongazione) fino a separarsi in due nuclei principali (bilobazione)
Le mappe ensemble, mostrano per la prima settimana di febbraio, una bilobazione avanzata; un lobo tende a collocarsi tra Canada e Alaska, l'altro tra Europa e Siberia, con una cresta calda in mezzo che divide la struttura. Una bilobazione importante è quasi sempre legata a un Wave-2 pattern.Significa che non c'è un solo attacco al vortice, ma da due settori diversi dell'emisfero. Quando queste spinte lavorano in fase, la struttura del vortice viene compressa e stirata finché tende a dividersi in due lobi.
Nel caso attuale, le proiezioni mostrano un heat flux e di momento molto forte tra 55°N e 75°N, e soprattutto una colonna che tende a propagarsi fino alla stratosfera alta. Questo è importante perché significa che la troposfera sta spingendo energia verso la stratosfera. È un meccanismo che rallenta i venti zonali e disturba il vortice. 
andamento delle velocità a 10 hPa
andamento delle velocità a 10 hPa
Uno split o una bilobazione in alto può rimanere bello da vedere in stratosfera e poco influente in troposfera, oppure il segnale può scendere verso i livelli inferiori e influenzare la troposfera. Questo processo è chiamato 'downwelling del NAM' e può richiedere una o due settimane. Se accade aumentano le probabilità di avere un getto più ondulato, blocchi a latitudini alte e pattern più invernali. Ma questo non garantisce il freddo sul Mediterraneo perché dipende da come si posizionano i blocchi e le saccatura e quanto dura il segnale. Se non succede, il vortice polate resta disturbato senza imporre un regime troposferico, al più modulare la corrente a getto. Ad oggi cosa possiamo dire? Nulla sulle conseguenze, solo una presa visione di quello che accade (in previsione). Attendiamo l'evoluzione e soprattutto le conferme.
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