STRATWARMING, SPLIT DEL VORTICE POLARE NON CANONICO - Il vortice polare stratosferico,
durante il periodo di Natale ha subito un intenso riscaldamento. Il
vortice si è così diviso secondo quel fenomeno che viene definito
'split del vortice polare'. Si tratta del secondo evento avvenuto a
distanza di 9 mesi dopo quello del febbraio scorso. Tuttavia ogni
evento di stratwarming e di split ha una storia a sé. Quello del
febbraio è avvenuto molto velocemente con ripercussioni quasi
immediate nella circolazione alle medie latitudini dal momento che
anche il vortice troposferico si era diviso. Quello di dicembre
invece è un fenomeno 'non canonico' dal momento che lo split è solo
in medio alta stratosfera, il riscaldamento è partito dall'area
siberiana e il lobo più importante è quello europeo e non canadese
come di norma dovrebbe essere. La suddivisione in bassa atmosfera non
è poi avvenuta. Si tratta di un fenomeno ibrido. Tuttavia durante il
primo riscaldamento, l'evoluzione è stata associata ad alcune
irruzioni di aria gelida di natura artica verso l'Europa centro
orientale. Le altre invece sono state sottoposte all'azione
stabilizzante di un campo di alte pressioni.
NUOVO INDEBOLIMENTO DEL VORTICE POLARE - dopo un ricompattamento il vortice
polare stratosferico viene nuovamente messo a dura prova da un
secondo riscaldamento iniziato in area siberiana. Questo provoca un
nuovo ulteriore indebolimento del vortice. La dinamica stratosferica
si dovrebbe ripercuotere sulla circolazione delle medie latitudini.
Il vento zonale infatti alla quota di 100 hPa viene visto scendere di
intensità. In pratica è un segnale che si va verso il compimento
lento dello stratwarming
vento zonale a 100 hPa in discesa
CAMBIO DI SCENARIO IN EUROPA - cosa c'è da aspettarsi? Un graduale
cambiamento della circolazione alle medie latitudini. Il robusto
campo di alte pressioni sul Regno Unito tenderebbe ad attenuarsi
rinforzandosi gradualmente in pieno Atlantico. Alcune perturbazioni
scivolerebbero verso il Mediterraneo da Nord Ovest seguite da masse
d'aria artica marittima ma con contributi continentali. Questo
dovrebbe determinare un espansione del sotto media termica anche su
quelle zone d'Europa dove l'inverno fino a questo momento è
risultato anche piuttosto secco. Tale dinamica di condizionamento non
sarebbe di facile risoluzione; per questo motivo è ipotizzabile che
anche la prima decade di febbraio possa mostrarsi fredda e dinamica
in Europa.
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