Negli ultimi giorni l'attenzione si è concentrata sulla stratosfera polare, interessata da un riscaldamento precoce su un vortice polare di per sé debole rispetto alle passate stagioni. Le ultime analisi suggeriscono che si tratti di un evento riflettente, molto diverso dai classici Major. In questi episodi il vortice polare non va incontro a un indebolimento prolungato ma dopo un rapido disturbo tende invece a ricompattarsi.
Durante un riscaldamento stratosferico, le onde planetarie provenienti dalla troposfera si propagano verso l'alto e possono indebolire il vortice. Negli eventi riflettenti una parte di questo flusso d'onda non viene assorbita ma viene respinta verso il basso. Il warming resta quindi superficiale e la perturbazione non si propaga; come conseguenza il vortice si rafforza rapidamente, spesso con una breve e tecnica inversione del vento a 10 hPa dovuta a un forcing da wave-1.
dopo il calo i venti zonali rinforzano
La risposta più tipica è un aumento temporaneo della zonalità sull'Atlantico (NAO+); correnti occidentali più tese e rettilinee, minore probabilità di blocchi alle alte latitudini e un getto polare meno ondulato. Non è una regola assoluta, ma è una risposta frequente negli eventi riflettenti.
Questi episodi sono più probabili all'inizio dell'inverno, quando la stratosfera è ancora in formazione e il coupling con la troposfera è meno efficiente. Ciò rende gli early warmings più difficili da interpretare: da un lato possono indebolire pattern troposferici favorevoli, dall'altro un vortice di base non forte, come quest'anno, può tornare vulnerabile una volta esaurito l'effetto della riflessione.
Nel frattempo la troposfera sta mostrando segnali dinamici: onde più ampie, un getto più ondulato e configurazioni favorevoli a scambi meridiani più profondi. La fase riflettente può temporaneamente contrastare questa tendenza, rendendo la prima metà di dicembre meno ondulata di quanto sarebbe stato naturale aspettarsi.
Un altro effetto ricorrente degli eventi riflettenti è la maggiore frequenza di irruzioni fredde sul Nord America. Il vortice ricompattato tende infatti a concentrare vorticità sul settore canadese: questo favorisce discese fredde o gelide verso gli Stati Uniti centrali ed orientali, sostenute da un promontorio sull'Alaska. È un pattern coerente anche con le tendenze settimanali di ECMWF e con il regime del promontorio sull'Alaska.
il segnale freddo è presente in maniera decisa per tutto dicembre
Intanto la MJO rimane attiva ai Tropici. Il temporaneo rinforzo della circolazione di Brewer-Dobson durante il warming può averne agevolato la struttura, seppur la MJO evolve più lentamente della dinamica stratosferica. Questo lascia aperta la possibilità che, una volta conclusa la fase riflettente, la troposfera possa tornare più ondulata. Non è uno scenario certo, ma resta del tutto plausibile nella seconda parte di dicembre.