L'inizio di novembre sarà dominato da un vortice polare stratosferico in rinforzo, segno di una circolazione poco disturbata dalle onde planetarie che normalmente ne modulano l'intensità. L'attività d'onda nella troposfera inferiore mostra infatti una tendenza più zonale, con un indebolimento dell'ampiezza del treno d'onda di Rossby. Ciò potrebbe favorire una fase anticiclonica prevalente sull'Europa meridionale.
Le ultime analisi dei flussi di Eliassen-Palm mostrano infatti una spiccata inclinazione verso l'equatore, indicatore classico di una debole propagazione ondulatoria verticale. In altre parole, l'energia generata dalle onde di Rossby nella troposfera non riesce a risalire fino alla stratosfera, dove agirebbe da freno alla circolazione polare. Le onde di Rossby che si formano nei flussi medi vengono così riflesse o dissipate prima di raggiungere la stratosfera, lasciando il vortice libero di rafforzarsi.
EP-flux secondo Ecmwf
Un ruolo importante è giocato dal Pacifico, dove il getto risulta retratto e la Madden Julian Oscillation appare confinata tra Oceano Indiano e Continente Marittimo, una configurazione tipica de La Niña combinata a un IOD negativo. Questo assetto riduce la forzante ondulatoria extratropicale, ovvero la capacità del Pacifico di inviare onde di grande ampiezza verso l'Artico.Di conseguenza, la stratosfera rimane isolata e poco stimolata dalle dinamiche troposferiche.
Madden Julian Oscillation
Con un Pacifico poco attivo, il baricentro dell'attività ondulatoria si sposta in Atlantico ed Europa che diventa la zona chiave da monitorare. Solo blocchi alle alte latitudini, come un pattern Scand+ o una fase NAO−, possono iniettare onde di grande scala (wavenumber 1-2) verso la stratosfera, contribuendo a un eventuale disturbo del vortice polare. All momento, tuttavia, tali configurazioni non sembrano presenti almeno fino alla prima decade di novembre.
Le proiezioni sub stagionali di ECMWF e GFS indicano un possibile indebolimento del vortice nella seconda parte di novembre o a dicembre. Due i principali fattori da tenere d'occhio:
1) la QBO orientale che attraverso l'effetto Holton-Tan può favorire un maggiore accoppiamento troposfera-stratosfera e una riduzione della forza del vortice.
2) Se la MJO riuscirà a migrare verso il Pacifico occidentale e centrale, potrà riattivare la propagazione di onde verso la stratosfera artica. In questo contesto, le eventuali rotture d'onda anticicloniche e l'aumento dei blocchi scandinavi di metà mese sarebbero in parte riconducibili proprio a tale evoluzione, che favorirebbe la risalita di creste anticicloniche alle alte latitudini euro-atlantiche. Ecmwf mostra la tendenza ad un allungamento del vortice polare nella terza decade di novembre.