18 giugno 2020
ore 14:06
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Nessuno potrà mai dimenticare le drammatiche immagini del fiume Ambarnaya e del suo affluente Daldykan diventate completamente rosse a causa dello sversamento di 20mila tonnellate di gasolio fuoriuscite da un serbatoio nei pressi della città di Norisk. Si è trattato del più grave disastro ambientale mai avvenuto in Siberia oltre il circolo polare artico e per il quale la Russia ha dichiarato lo stato di emergenza. Purtroppo nonostante i tentativi di frenare l'avanzata delle acque inquinate utilizzando dei galleggianti come contenimento alla fine, il Gasolio è riuscito ad arrivare anche nell'oceano artico con conseguenze devastanti per l'ecosistema ancora incontaminato della zona.

Ma di chi è stata la colpa di questo incidente?  Inizialmente si era pensato ad un errore nella costruzione della cisterna o errori di progettazione per i quali si sono interpellati gli ingegneri poi i costruttori ma alla fine l'allarmante verità è venuta fuori. La causa più probabile del collasso è stata lo scioglimento dello strato di permafrost su cui era stato costruito il serbatoio. 

Il permafrost, per chi non lo sapesse, è uno strato di terreno permanentemente congelato. Si trova principalmente nell'emisfero settentrionale, dove copre circa il 25% delle terre esposte. Stiamo parlando di uno strato di terreno che può avere diverse migliaia di anni. Lo strato di permafrost può essere persino più duro del cemento ed è un'ottima base stabile per le infrastrutture. Ma perché si è sciolto? Per il caldo anomalo che ha interessato quella regione in tutto il mese di aprile e di maggio. Temperature troppo elevate protrattesi troppo a lungo e con valori superiori alle medie fin anche di 20°C in più e punte massime fino a 30°C in maggio. Un singolo episodio caldo non avrebbe intaccato lo strato ghiacciato al di sotto del terreno ma giorni e giorni di caldo invece si e alla fine quel solido massetto naturale su cui era stata edificata l'enorme cisterna ha cominciato a sciogliersi rilasciando acqua ed ha ceduto.

Non c'è stato quindi un unico responsabile ma molti, tutti. Tutti gli esseri umani che con la loro interferenza sul sistema naturale hanno causato l'innalzamento delle temperature globali. Il riscaldamento della Siberia secondo gli scienziati che studiano il clima è un fenomeno grave e preoccupante e le sue conseguenze come dimostra l'incidente avvenuto a Norisk sono del tutto imprevedibili cosi come lo sono in tutte le altre zone del mondo dove la temperatura sta aumentando. Alla fine la ricerca del colpevole si è ritorta contro l'intera razza umana, nessuno può essere scagionato, è la Natura che sta puntando il suo dito contro di noi.


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