Quasi 35°C a Londra. Il caldo record non molla l'Europa; cosa sta accadendo
Gran parte dell’Europa occidentale sta vivendo una delle più intense ondate di caldo tardo primaverili degli ultimi anni, con valori eccezionali per il periodo e anomalie termiche molto marcate già a fine maggio. In Francia si sono raggiunti fino a 37,1 °C, mentre a Londra Kew Gardens sono stati toccati 34,8 °C, valore che sarebbe ufficiosamente il nuovo record assoluto di maggio per il Regno Unito. Il precedente record del Regno Unito, risalente al 1944, è stato superato di circa 2 gradi. Ben 13 stazioni meteorologiche del Regno Unito hanno superato il vecchio record nazionale di maggio, che era 32,8 °C, compreso Londra Heathrow (33,5°C). Record di temperatura per il mese di maggio superato anche in Galles, con l'aeroporto di Hawarden, nel Clwyd, che ha registrato 32,2 °C. Questa ondata per queste zone sarebbe eccezionale in piena estate, figuriamoci a maggio.
Sono numerose le località tra Francia e Regno Unito che stanno stabilendo nuovi record mensili, in un contesto atmosferico caratterizzato da una persistente risalita di aria calda verso l’Europa occidentale e da un promontorio molto potente.
Un’ondata di caldo non si misura però solo attraverso la temperatura assoluta raggiunta, ma anche attraverso quanto quell’evento sia raro rispetto alla climatologia del periodo. Raggiungere 33-35 °C nella seconda metà di maggio non ha lo stesso significato che farlo in piena estate, perché il sistema climatico europeo dovrebbe trovarsi ancora in una fase stagionale differente.
Le ondate di calore non sono una novità della meteorologia moderna, così come non lo sono i blocchi ad omega o le grandi risalite subtropicali verso l’Europa. Anche in passato si sono verificati episodi eccezionali. Ma quello che cambia oggi è però il contesto climatico in cui queste configurazioni si sviluppano.
Negli ultimi decenni la distribuzione delle temperature si è progressivamente spostata verso valori più elevati; le masse d’aria calda agiscono su un pianeta mediamente più caldo, il Mediterraneo accumula più energia e le temperature di partenza risultano spesso superiori rispetto a qualche decennio fa. La differenza non sta quindi nell’esistenza delle ondate di caldo, ma nella loro frequenza, intensità e precocità. Le dinamiche atmosferiche note oggi si sviluppano in un sistema climatico diverso rispetto al passato.
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