Il gambero marmorizzato Procambarus Virginalis che sta invadendo il mondo
Si chiama Procambarus virginalis, e il nome della specie Virginalis non è un caso in quanto il piccolo crostaceo non ha bisogno di accoppiarsi per riprodursi. Le uova delle femmine non hanno bisogno di essere fecondate per schiudersi, un fenomeno noto in biologia come partenogenesi. Ma c'è un'altra peculiarità di questo gamberetto, chiamato volgarmente anche gambero marmorizzato. Gli esemplari esistenti sono tutte femmine, un'insolito fenomeno genetico che gli scienziati stanno tentando di decifrare.
Il team di Frank Lyko per cinque anni ha analizzato in dettaglio i genomi di qualche dozzina di gamberi marmorizzati provenienti da diverse parti del mondo e ne ha concluso che il genoma del crostaceo è più lungo di quello umano, anche se contiene all'incirca lo stesso numero di geni (21mila). Ciascun individuo possiede tre serie di cromosomi(92 cromosomi in totale), invece delle canoniche due della maggior parte degli animali con riproduzione sessuata.
La specie è particolarmente resistente e adattiva
Perché? Gli scienziati tedeschi confrontando i diversi set cromosomici, hanno ipotizzato che la specie del gambero marmorizzato non esistesse fino a una trentina di anni fa, quando, probabilmente all'interno di un acquario in Germania, due specie diverse e distanti per origine ecologica si sono accoppiate per errore. Qualcosa di ancora più anomalo si è verificato poi in quell'unione: uno dei due gameti (la cellula uovo o lo spermatozoo) conteneva il doppio del materiale genetico normalmente presente in questi tipi cellulari; così, al momento della fecondazione, è stato generato un individuo con una serie di cromosomi extra.
Per motivi ancora non chiari, il set di cromosomi in più non ha costituito uno svantaggio per la nuova creatura. Anzi, i ricercatori credono sia la chiave del suo esplosivo successo: ciò che gli conferisce la capacità di clonarsi e di adattarsi ad habitat anche molto diversi tra loro, prendendo spesso il sopravvento sulle altre specie. Sta di fatto che in poco più di 20 anni questo crostaceo ha invaso fiumi e laghi dall'Europa al Madagascar al Giappone, distruggendo l'equilibrio degli ecosistemi e mettendo a repentaglio la sopravvivenza di molte specie.
Lo studio di questo gambero potrebbe farci scoprire nuovi sistemi per combattere il cancro
Ma la storia del gambero marmorizzato ha anche un altro fascino. Lyko ci ha visto un parallelismo con un'altra "specie clonale parassita": il cancro. Secondo l'esperto studiare il genoma del gambero marmorizzato, indagarne l'epigenetica e l'interazione delle molecole di dna potrebbero guidare i ricercatori a nuove scoperte sui meccanismi di crescita del tumore.