A metà settembre in Brasile risultano circa 50000 roghi attivi, la maggior parte dei quali di origine dolosa e favoriti dalla siccità che affligge il paese, la peggiore degli ultimi quattro decenni in Amazzonia e degli ultimi sette decenni nel Pantanal. Si stima che in Amazzonia sia andata bruciata un'area di dimensioni pari a quelle della Svizzera, ma i roghi non interessano solo l'Amazzonia, ma anche la Savana del Cerrado e il Pantanal. Secondo testimonianze locali il fumo degli incendi arriva a lambire le periferie di grandi città come Rio de Janeiro e San Paolo, rendendo l'aria irrespirabile in molte zone del Brasile.
Secondo il presidente del Brasile Lula, la situazione sta subendo un continuo peggioramento anno dopo anno, tanto che si è deciso per un inasprimento delle pene per gli incendi di origine dolosa. Una volta appiccato, il fuoco si diffonde molto più rapidamente del consueto a causa della siccità, con i fumi degli incendi che interessano circa il 60% del paese. Incendi si registrano anche in Bolivia e in Ecuador, tanto che molte scuole e uffici sono stati costretti a chiudere e diversi voli sono stati cancellati per motivi di sicurezza.