13 gennaio 2019
ore 10:53
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Correva l'anno 1831, l'Italia meridionale era governata dai Borbone, da Re Ferdinando II un Re che portò grandi cambiamenti nel Regno introducendo innovazioni in tutti i campi, soprattutto quello industriale e tecnologico. Nella Sicilia occidentale da alcuni mesi venivano avvertiti dei terremoti che provocarono danni tra le provincie di Trapani e Palermo tra il 22 ed il 26 Giugno. Quello che stava per accadere nessuno poteva immaginarlo.

Il giorno 28 Giugno il capitano C.H. Swinburne della marina inglese segnalò di aver visto un fuoco in lontananza in mezzo al mare. Il 2 Luglio l'acqua ribolliva alla secca del corallo dove alcuni marinai, che raccoglievano il pesce ucciso dalle attività vulcaniche, svennero nelle loro barche a causa delle esalazioni. Il 5 luglio forti scosse sismiche furono sentite fino a Marsala; infine, il 7 luglio 1831, F. Trefiletti, comandante del Gustavo, vede per primo l'isola spuntare dal mare tra esplosioni di cenere e lapilli. (qualcosa di simile a questo video girato nel 2009 vicino Tonga)

Nasceva così  l'isola Ferdinandea, così chiamata in seguito, un vulcano sottomarino tutto italiano. La fase iniziale fu estremamente esplosiva, si poteva vedere bene anche dalle coste siciliane, poi quando l'isola cominciò a crescere e il magma si isolò dal mare, le esplosioni terminarono e l'eruzione assunse connotati più tranquilli. In poche settimane la nuova isola si sollevò fino a 65m di altezza e la sua superficie arrivò a 4 chilometri quadrati, una superficie molto simile a quella dell'attuale isola di Procida nel Golfo di Napoli. L'eruzione terminò il 20 Agosto 1831.

Da quel momento in poi comincia una storia tutta diversa, l'isoletta suscitò infatti l'interesse di alcune potenze straniere europee, che nel mar Mediterraneo cercavano punti strategici per gli approdi delle loro flotte, sia mercantili che militari. Il 24 agosto giunse sul posto il capitano Jenhouse, che vi piantò la bandiera britannica, chiamando l'isola "Graham". Il 26 settembre la Francia, per contrastare l'azione inglese, inviò il brigantino La Fleche che la ribattezzò "Iulia". Il re Ferdinando II constatando l'interesse internazionale che l'isoletta aveva suscitato, inviò sul posto la corvetta bombardiera Etna al comando del capitano Corrao il quale, sceso sull'isola, piantò la bandiera borbonica battezzando l'isola "Ferdinandea". Ma a chi apparteneva veramente quel piccolo lembo di terra nato a pochi chilometri dalle coste siciliane?

Ironia della sorta mentre i contendenti ancora litigavano per l'osso ritrovato, così come era venuta fuori dal mare, così, l'isoletta cominciò a inabissarsi finché l'8 Dicembre non scomparve completamente sotto la superficie. In seguito nel 1846 e nel 1863 l'isoletta è riapparsa ancora in superficie, per poi scomparire nuovamente. Con il terremoto del Belice le acque circostanti il banco di Graham furono viste intorbidirsi e ribollire, cosa che venne interpretata come un probabile segnale che l'isola Ferdinandea stesse per riemergere. Così non fu. A scanso di equivoci i siciliani posero sulla superficie del banco sottomarino una targa in pietra, sulla quale si legge: « Questo lembo di terra una volta isola Ferdinandea era e sarà sempre del popolo siciliano. » 

Andata successivamente distrutta, probabilmente colpita da un'ancora, la targa è stata prontamente sostituita. Successivamente il vulcano è rimasto dormiente per decenni, con la cima circa 8 metri sotto il pelo dell'acqua. Nel 1986 fu erroneamente scambiato per un sottomarino libico e colpito da un missile della US air force nella sua rotta per bombardare Tripoli. Nel 2002 una rinnovata attività sismica nella zona ha indotto i vulcanologi a congetturare sopra un imminente nuovo episodio eruttivo con conseguente nuova emersione dell'isola. La storia continuerà......

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