Le proiezioni, almeno fino a metà mese, delineano sull'Europa un quadro dominato da un campo di alta pressione, con valori di geopotenziale mediamente superiori alla norma tra Europa centrale, area mediterranea e parte del Nord Europa. Questo si traduce, in generale, in tempo più stabile e precipitazioni meno frequenti.
Le perturbazioni atlantiche tenderanno a rimanere defilate, spesso tra Islanda e Isole Britanniche oppure ai margini occidentali del continente. Il Mediterraneo, almeno in una prima fase, resterà ai margini delle principali dinamiche perturbate. Per l'Italia ciò significa una prevalenza di giornate asciutte o con fenomeni deboli e irregolari, più probabili sulle Isole Maggiori, in caso di temporanei cedimenti dell'alta pressione.
Verso la metà del mese l'alta pressione potrebbe perdere parte della sua forza, lasciando spazio a un graduale aumento dell'instabilità atlantica ed un aumento della piovosità sull'area italiana.
Le temperature si manterranno mediamente sopra la norma su buona parte dell'Europa centro-meridionale. Al momento non si intravedono configurazioni favorevoli a irruzioni fredde. Eventuali fasi più fresche sarebbero legate a brevi ondulazioni del flusso, e non a veri e propri cambiamenti su larga scala.
Nonostante il recente disturbo del vortice polare, il segnale non sembra produrre un condizionamento significativo nei bassi strati. L'assetto medio della circolazione resta infatti dominato da un campo di alta pressione sull'Europa, segno che il collegamento tra stratosfera e troposfera è, almeno finora, parziale e poco incisivo.