Il 10 Novembre si celebra la Giornata Internazionale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo
Nel 2001 l’UNESCO ha istituito la Giornata Internazionale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo: ricorrenza celebrata il 10 novembre di ogni anno che intende dare risalto al ruolo significativo della scienza nella società e nella nostra vita quotidiana.
Pubblicato da
Valeria Pagani
in data
10/11/2023 - 08:04
3 min. di lettura
Livello - Per tutti
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10 Novembre: giornata Internazionale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo
'Il primo elemento a favore del
valore della scienza è familiare a tutti: il sapere scientifico ci permette di
fare, di fabbricare, moltissime cose. Se sono cose buone, non è soltanto merito
della scienza ovviamente, ma anche di una nostra scelta morale. La conoscenza
scientifica è il potere di fare bene o male, ma non contiene istruzioni per
l'uso. E' un potere il cui valore è ovvio, anche se può essere smentito da ciò
che ne facciamo.' Così
nel 1955 iniziava un discorso Richard P. Feynman, vincitore del premio Nobel per
la Fisica nel 1965 per aver elaborato la teoria dell'elettrodinamica
quantistica. Un discorso intriso di domande, di dubbi, di confutazioni, che rivela
una tensione continua dell'oratore sulla questione di cosa è bene e cosa è male
e di come la scienza può discernere l'uno e l'altro fattore, dirigendosi verso
la strada del bene. Come lo stesso Feynman sostiene questo incamminarsi verso
la strada del bene è una questione di scelta morale. E dunque, da parte di chi
scienziato non è, di fiducia nella scienza e negli scienziati.
Il tema di
quest'anno della Giornata Internazionale della Scienza per la Pace e lo
Sviluppo è proprio 'costruire fiducia nella scienza'. Il ruolo della scienza
nel plasmare il nostro futuro collettivo può infatti essere realizzato solo
quando c'è fiducia. Una fiducia che abbiamo vissuto sulla nostra pelle quando ci
siamo vaccinati contro il Covid e una fiducia che viviamo tutti i giorni quando
le più autorevoli istituzioni scientifiche ci dicono che i cambiamenti
climatici sono qui, sono ora e che le cause sono da rintracciare nella nostra
economia e nel modo in cui sfruttiamo le risorse del Pianeta.
Ma la fiducia
nella scienza non è una questione banale. Lo spiega bene Naomi Oreskes - storica della scienza e geologa - che nel suo libro 'Perché fidarsi della
scienza?' asserisce che la scienza merita assolutamente la nostra fiducia, mauna fiducia che non deve però essere cieca, bensì vigile e razionale. Perché
anche la scienza può sbagliare, ma l'esperienza e l'osservazione su cui si
fonda suggeriscono che il procedimento scientifico funziona. E funziona bene. E
per farlo funzionare ancora meglio Oreskes espone un criterio ulteriore: la
diversità. Creare dei gruppi di lavoro e di ricerca il più diversificati
possibile fa sì che i bias, ovvero le distorsioni che le persone attuano
nelle valutazioni di fatti e avvenimenti, siano eliminati o quantomeno ridotti.
Vincenti sono infatti i centri di
ricerca in cui collaborano persone provenienti da tutto il mondo, uniti dalla
passione per la scoperta, indipendentemente dai colori delle bandiere, dai
credo religiosi, dai retaggi culturali, dai confini territoriali. Al CERN, il
più grande centro per la fisica delle particelle del mondo, collaborano circa 11mila
ricercatori provenienti da tutto il mondo. La stazione spaziale internazionale
è gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali: la
statunitense NASA, la russa RKA, l'europea ESA, la giapponese JAXA e la
canadese CSA-ASC. Mentre in Giordania nel 2017 è sorto SESAME - Synchrotron-light
for Experimental Science and Applications in the Middle East - un polo
di cooperazione internazionale a sostegno della pace, in cui persone di
cultura e religione diverse (musulmana, ebraica, cristiana), provenienti da
paesi che sono considerati e si considerano nemici, lavorano insieme per un
progetto comune.
Il ruolo della scienza oggi può
essere anche quello di sostenere un dialogo di pace tra Paesi in conflitto tra
loro: alcuni centri di ricerca possono essere un esempio concreto di relazione che
rifugge le discordie, basandosi su un confronto aperto e mai violento. E proprio
sul confronto, sul dibattito, sul dubbio si fonda il lavoro dello scienziato.
Stando ancora alle parole di Feynman: 'Noi scienziati ci siamo abituati, e diamo per scontato che sia perfettamente
coerente non esser sicuri, che si possa vivere senza sapere. Non so però se
tutti ne siano consapevoli. La nostra libertà di dubitare è nata da una lotta
contro l'autorità, agli albori della scienza. Era una lotta profonda e
possente: permetteteci di mettere in discussione, di dubitare, di non esser
certi. E' importante, credo, non dimenticare questa lotta e non perdere così
quanto abbiamo conquistato. In questo risiede una responsabilità verso la
società.'