Missione Italia raggiunge l'ultima regione, la Sicilia. Abbandoniamo il "Continente" e salpiamo verso la nostra Isola maggiore traghettando sullo Stretto di Messina.
LA GIORNATA IN SINTESI - Tre i momenti che andranno a segnare la prima giornata sulla "Trinacria", esperienze tutte interessanti e dense di spunti costruttivi sulle azioni da intraprendere, a largo spettro, per soluzioni concrete relativamente al tema degli effetti dei cambiamenti climatici sul nostro Pianeta. Dalle tematiche più puramente "ambientali, con l'obiettivo primario della sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'impatto della plastica sul nostro ecosistema, alle offerte da parte della comunità scientifica e delle sue attività di ricerca per contenere l'uso del carbon fossile come fonte energetica, passando per un incontro con l'Ispra, il prestigioso ente ministeriale, che si occupa anche di monitoraggio meteorologico e climatologico sul Belpaese, anche attraverso progetti di collaborazione internazionale.
L'Inferno di plastica
IL MUSEO DEL MARE E L'INCRESCIOSO TEMA PLASTICA - Ma andiamo con ordine. La giornata si apre con la visita guidata al Museo del Mare di Milazzo, realtà che nasce dalla collaborazione tra il SISO Project, il Comune di Milazzo e il Museo della Fauna dell'Università degli Studi di Messina. Ad accoglierci è il fondatore nonché attuale direttore della sorprendente struttura, il biologo Carmelo Isgrò. Storia davvero toccante la sua; ce ne rende partecipi con grande traporto; lo circondiamo assai intenti ad ascoltarlo, in religioso silenzio. Siso era un giovane maschio di 10 metri, un capodoglio che nell'estate del 2017 è rimasto impigliato con la pinna caudale in una rete illegale a largo di delle Isole Eolie. Vani i tentativi degli uomini della Guardia costiera: il mammifero non ce la fa dopo una lenta e sofferente agonia. Viene trasportato dalle correnti fino alle coste di Capo Milazzo, dove il giovane biologo, sotto l'egida del Museo della Fauna dell'Università degli Studi di Messina, si occupa di "scarnificare" circa 10 tonnellate, completamente immerso nell'acqua putrida, al fine di recuperarne le ossa. Durante questa operazione viene estratto dalla pancia del cetaceo un "inferno di plastica", tra cui un vaso da giardinaggio nero e diverse buste ingerite in vita dall'animale.
Museo del Mare Milazzo - Il Capodoglio
DALLA TRAGEDIA ALL'OPPORTUNITA' - Proprio il giorno dopo il recupero, a causa di un grave incidente stradale con lo scooter, Francesco, uno di coloro che avevano aiutato il biologo nelle operazioni perde la vita. Carmelo decide così, in onore all'amico eroe, di battezzare il Capodoglio con il soprannome con cui veniva chiamato affettuosamente Francesco, ovvero "Siso". Adesso il museo oltre ad ospitare il capodoglio offre ai visitatori un percorso simbolico dal forte impatto emotivo e didattico, ispirandosi alle tre cantiche della Divina Commedia. Trattasi di un percorso di crescita interiore. Si comincia all'inferno. Scendiamo in un ambiente che ci fa rendere conto della distruzione che l'uomo sta perpetrando nei confronti della natura: Tartarughe morte con ami in gola, impigliati nelle rete e delfini trucidati. Passato l'inferno, per aspirare al Paradiso l'uomo deve passare nel Purgatorio, dove deve espiare le sue colpe e imparare a conoscere la natura confrontarsi pacificamente con i suoi simili: qui è presente un punto di lettura con una ricca biblioteca sul mare per tutte le età. Nel Purgatorio l'uomo prende coscienza dei suoi pericolosi eccessi sulla produzione di plastica, si trasmette la consapevolezza sui tempi necessari di degradazione e dei conseguenti danni ambientali. Al Paradiso si arriva quando l'uomo prende coscienza del male che ha fatto, del suo dannato, dannoso e stupidamente egoistico modo di pensare ed agire, e si proietta verso la missione più alta: il rispetto per l'ambiente, il rispetto verso se stesso e ciò che lo circonda. Qui il visitatore va via carico di speranza nel futuro, consapevole che possiamo proteggere solo quello che conosciamo, apprezziamo e amiamo.
Percorrendo il museo
LE FONTI DI ENERGIA "NATURALI", IL GEOTERMICO - Si cambia la location, una delle più suggestive del Messinese. La troupe 3bmeteo si incammina verso l'Area Marina Protetta di Capo Milazzo, di fatto una gradinata naturale con vista a 360° su entroterra della Sicilia, Calabria ed arcipelago delle Eolie. E' una giornata estremamente ventosa, il nostro drone quando si alza troppo di quota barcolla, ma non si molla se l'obiettivo è la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle fonti di energia "pulita" come concreta controffensiva nel tentativo di mitigazione della crisi climatica. Siamo alla ricerca disperata di soluzioni energetiche più pulite: non possiamo continuare ad alimentare da protagonisti la crisi climatica. Ne parliamo con Franco Italiano, biochimico ed ex direttore dell'INGV (Isitituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), uno dei più autorevoli esperti in materia di "energia geotermica".
Area Protetta di Capo Milazzo
La geotermia è una fonte di energia rinnovabile che sfrutta il calore naturale della Terra per produrre elettricità o riscaldare edifici; nel nostro Paese più per il secondo aspetto per la verità, con la sola Toscana che possiamo annoverare fra le protagoniste anche sul tema più impattante, appunto generare corrente elettrica partendo da risorse completamente naturali. Il paradosso è che basterebbero le Isole Eolie, secondo recenti stime ad opera di studi condotti da autorevoli gruppi di ricerca, per soddisfare il fabbisogno di due regioni come la Campania e la Sicilia. Oro non utilizzato o comunque sottovalutato, anche perché le centrali geotermiche emettono quantità di CO₂ molto inferiori rispetto a quelle fossili (fino al 95% in meno), non producono metano o ossidi di azoto in misura significativa e, a differenza di solare ed eolico, la geotermia è disponibile sempre indipendentemente condizioni meteo, riducendo la necessità di ricorrere a fonti fossili nei momenti di bassa produzione. Insomma... Può davvero contribuire a una transizione energetica sostenibile, rendendo proprio il nostro Paese in primis meno dipendente da petrolio e gas importati.
Corazzon e Italiano
TINDARI E L'AREA PROTETTA LAGHETTI DI MARINELLO - Altro sito altro scenario suggestivo, con sullo sfondo nord l'impetuosa mareggiata provocata dal Maestrale che ci ha impedito di raggiungere Panarea, e su quello i maestosi monti Nebrodi, alle cui pendici sorge il Santuario della Madonna del Tindari. La leggenda narra di una madre, grata per la guarigione della figlia malata, che si reca al Santuario per ringraziare la Madonna. Osservando la statua, rimane profondamente delusa dall'aspetto del viso scuro, esprimendo visibilmente la sua contrarietà. In quel frangente la bambina, sfuggita al controllo della madre, cade dal colle. A quel punto il miracolo: il mare si ritirò, creando una spiaggia dove la bambina atterrò illesa: fu trovata sana e salva da alcuni marinai, che la riportarono alla madre. La madre, commossa, riconobbe il miracolo e ringraziò la Madonna. I Laghetti di Marinello, formatisi in quel punto, ricordano la forma di una donna che accoglie la bambina.
I Laghetti di Marinello
L'INCONTRO CON ISPRA - Questo il palcoscenico che ospita la terza ed ultima intervista del giorno. Si parla di cambiamenti climatici col dott. Giuseppe Castorina, ricercatore ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che, dopo un veloce preambolo sulle attività di interesse dell'organo ministeriale, si addentra sui bollettini di criticità relativi al quadro pluviometrico su scala nazionale. Vengono rese note le aree al momento maggiormente soggette a deficit pluviometrico. Fra queste proprio la Sicilia che, malgrado la buona piovosità degli ultimi mesi e il recupero rispetto alla medie climatiche, deve fare i conti con i residui del nefasto e siccitosissimo anno precedente (2024)."... Nel dettaglio, si rilevano i seguenti livelli di severità idrica: il Distretto idrografico della Sicilia continua a essere in una condizione di severità idrica ALTA, situazione che ormai si protrae dall'inizio del mese di febbraio 2024, e che ha portato il 6 maggio 2024 alla dichiarazione di stato di emergenza per la Regione Sicilia da parte del Consiglio dei Ministri; lo stato di emergenza è stato prorogato per altri 12 mesi il 9 maggio 2025".
Il Mare fra le Eolie e la Sicilia
IL TREND TERMICO E I FENOMENI ESTREMI - Il confronto si articola su un dato di fatto, ovvero l'aumento di circa 2°C della temperatura media in Sicilia, dal 1980 ad oggi, con maggior rialzo proprio dal 2010 in avanti, ma anche sugli aspetti pluviometrici: anche in assenza di particolari trend, quindi con accumuli pluviometrici che non mostrano variazioni degne di nota dal 2000 in avanti, è del tutto evidente (ad es. attraverso il computo dei giorni piovosi) come gli eventi di precipitazione negli ultimi anni abbiano assunto via via maggiore intensità. Trattasi appunto di fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti in grado di scaricare al suolo le sue più ingenti risorse di energia termica a disposizione dell'atmosfera, immense anche col contributo di superfici marine sempre più calde. Il nuovo regime delle precipitazioni e l'aumento delle temperature non rappresenta il solo nuovo comportamento climatologico. Ondate di caldo sempre più intense e frequenti, alternate a fasi instabili con nubifragi anch'essi in crescita, sembrerebbero riconducibili ad una maggiore presenza sul Mediterraneo dell'anticiclone sub-tropicale di matrice continentale, ovvero il campo di alta pressione nord-africano, in luogo di quello oceanico, comunemente noto come "anticiclone delle Azzorre". Andremo ad approfondire l'argomento nelle prossime tappe con il direttore del SIAS per ricavare un quadro più dettagliato su scala regionale.
ISPRA
I PROGETTI E LA COOPERAZIONE FRA STATI - Frattanto abbiamo chiesto a Castorina di illustrarci in che modo ISPRA opera nell'interesse della collettività in ordine al tema dei cambiamenti climatici. Diversi i progetti che hanno già preso vita, tanti altri quelli in cantiere. Tangibile la volontà di far sinergia fra Stati, di avvalersi di informazioni da condividere, onde agire concretamente sulla problematica sempre più evidente. Ci si sofferma in particolare su un progetto europeo del programma Horizon - SD-WISHEES - volto al coordinamento della ricerca sul tema della protezione del Patrimonio culturale, inteso sia come ambiente (e tradizioni) e beni culturali, che sono sempre più colpiti dagli eventi idro-meteorologici estremi. È un progetto europeo coordinato dal CNR-IRSA e che vede l'ISPRA leader di un work package rivolto a comprendere sia le buone pratiche e le soluzioni innovative per la protezione e la promozione del patrimonio culturale, sia quelle che sono le barriere e difficoltà nella cooperazione transazionale su queste tematiche. E' un tema quello della valutazione dei cambiamenti climatici, dello studio dell'aumento dell'intensità degli eventi estremi, dell'aumento degli impatti, ecc... che si affronta attraverso una cooperazione di ampio respiro, che va oltre i confini nazionali.
UNIRE LE FORZE - In tale ambito, un'altra attività in cui l'ISPRA è coinvolta, insieme a diverse altri enti nazionali e regionali, è l'iniziativa nazionale per il National Collaboration Programme (NCP) del Copernicus Climate Change Service (C3S - Servizio dedicato ai cambiamenti climatici e al clima del Programma europeo di osservazione della terra Copernicus) che, nell'ambito della valutazione e della previsione degli impatti attuali e futuri dei cambiamenti climatici sull'ambiente e sulle risorse naturali, promuove azioni di coordinamento e di sviluppo di servizi idro-climatici a livello Paese basati sulle reali necessità e feedback degli utenti e sull'uso di prodotti del C3S in tool e modelli nazionali già operativi. L'iniziativa intende, inoltre, favorire attività di comunicazione e di training per rafforzare, dalla scala nazionale alla scala locale, l'uso dei prodotti Copernicus.
Carmelo, Franco e Giuseppe lavorano ogni giorno per cercare di lasciare alle prossime generazioni un mondo migliore.