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Missione Italia: tappa15, Vendicari, l'incontro con l'Università di Catania e la visita alla Riserva

Pubblicato da
in data
03/08/2025 - 16:09
3 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Università degli Studi di Catania
Università degli Studi di Catania
ZONE COSTIERE E RESILIENZA CLIMATICA - Missione Italia volge al termine. E' l'ultimo malinconico giorno. Siamo in partenza per le ultime due tappe, una teorica, l'altra molto pratica. Nel cuore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell'Università di Catania, incontriamo la professoressa Musumeci, esperta di ingegneria idraulica, che guida un filone di ricerca che intreccia scienza, territorio e resilienza ambientale. Al centro del suo impegno, le zone costiere e umide Sicilia sud-orientale; territori delicati ma fondamentali nel contrastare gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico: lagune, biodiversità e difesa naturale. Le aree lagunari del Siracusano e del Ragusano, infatti, su tutti quella di Vendicari, oggi riserva protetta, o le zone costiere del Ragusano riconvertite all'agricoltura intensiva, sono oggetto di studio e confronto tra passato e presente. Vendicari rappresenta un modello virtuoso: grazie alla tutela ambientale, la riserva ha resistito bene a eventi meteorologici estremi, mantenendo intatta la sua struttura ecologica grazie alla vegetazione e al sistema naturale. Viceversa, alcune lagune del Ragusano bonificate e dedicate alla coltivazione del pomodoro di Pachino sono state completamente devastate durante il Medicane del 2023, evidenziando la fragilità di aree non più protette. 
L'UMIDITA' DELLE PALUDI COME SCUDO CLIMATICO - La Prof.ssa Musumeci sottolinea l'importanza delle zone umide non solo come scrigni di biodiversità, ma anche come barriere naturali contro l'avanzata del mare e gli effetti degli eventi meteorologici estremi. Fenomeni come i Medicane, cicloni simil-tropicali sempre più frequenti nel Mediterraneo, colpiscono spesso proprio le coste sud-orientali della Sicilia. "Sono territori che riescono ad ammortizzare l'impatto sull'entroterra. La vegetazione, la struttura lagunare: tutto lavora per frenare l'avanzata del mare e ridurre i danni climatici."
COLLABORAZIONI EUROPEE E LA VISIONE INTERNAZIONALE - L'attività della Prof.ssa Musumeci si inserisce in un contesto internazionale: sono infatti in corso progetti europei in collaborazione con Malta e con il sostegno dell'Unione Europea, dedicati allo studio e alla valorizzazione delle aree lagunari. Un progetto europeo, ad esempio, mette in simbiosi Vendicari e Venezia come due casi emblematici di gestione costiera sostenibile. Un'eredità nata per l'ambiente, utile anche al clima. Durante l'intervista è emerso un passaggio storico chiave: la creazione della riserva di Vendicari nel 1980 non fu solo un atto di protezione ambientale, ma anche un'azione di contrasto all'espansione industriale nell'area di Augusta, all'epoca minacciata dalla presenza di raffinerie. "Quella scelta ha agito come una sottile diga - non solo ecologica, ma anche sociale - contro l'industrializzazione aggressiva del territorio. Un modello che ha ispirato altre zone della Sicilia, con il tempo reinterpretato anche come misura di adattamento climatico"
Vendicari
Vendicari
LE CONCLUSIONI TEORICHE E IL RISCONTRO PRATICO - L'intervento della Prof.ssa Musumeci mette in luce una verità spesso trascurata: la conservazione ambientale non è solo un atto etico, ma rappresenta un investimento strategico per il futuro del territorio. Le zone umide non sono aree marginali, ma baluardi di resistenza climatica, capaci di difendere coste e comunità da un clima sempre più instabile. La prendiamo in parola e ci avviamo verso Vendicari. Comincia l'escursione. Ad accoglierci la preziosa guida Marco Caruso che che estrema professionalità e disponibilità si presta per un entusiasmante excursus storico e naturalistico sull'area: dagli attacchi dei pirati dalla Turchia ai passaggi più recenti sulla valorizzazione, anche dal punto di vista archeologico, dell'area. Poi incontriamo Marco Spinelli, sommozzatore e documentarista, che fra una immersione subacquea e l'altra ci rende partecipe delle sue emozioni (i fondali mediterranei non deludono mai) ma che ci confida anche le sue preoccupazioni, toccate con mano più di boe e mareografi: livello del mare sempre più alto, temperature superficiali sempre più elevate e dunque improponibili per la nostra attuale l'ecosistema marino in generale.
Tramonto Lido di Noto
Tramonto Lido di Noto
IL TRAMONTO SUL LIDO DI NOTO - La conversazione con Marco e Marco non finirebbe mai; facciamo tardi. Giusto in tempo per ammirare il tramonto siracusano. Cala il Sole sul mare di Noto, cala il sipario su Missione Italia. Ma con una promessa, quella che per 3bmeteo non caleranno mai i riflettori sulle condizioni di vita del nostro Pianeta e che le luci sui cambiamenti climatici e sulle iniziative da porre in essere per cercare di contenerne - nel nostro piccolo - gli effetti non saranno mai soffuse.  
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