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Missione Italia: tappa14, Catania, l'incontro con il servizio agrometeo regionale

Pubblicato da
in data
02/08/2025 - 11:20
4 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Catania
Catania
CATANIA, ALLA RICERCA DI DATI STORICI SU PIOGGE E TEMPERATURE DELLA SICILIA - Ci troviamo a Catania. Abbiamo bisogno tifare chiarezza su un punto tanto dibattuto quando si parla di cambiamenti climatici. Se da un lato è del tutto evidente che l'aumento della temperatura globale riguarda anche il nostro Paese, più complesso è il tema sulle precipitazioni e sulla correlazione fra riscaldamento globale e le fasi siccitose che hanno interessato di recente l'Italia, con conseguenze ancora in atto in Sicilia, come già documentato nell'intervista con il ricercatore ISPRA nelle scorse tappe.
Pluviometria Enna
Pluviometria Enna
L'INTERVISTA COL IL DIRETTORE DEL SIAS - In Sicilia piove meno? No. Pioverà sempre meno? Non è dato saperlo. Il SIAS conferma le elaborazioni 3bmeteo (dati ERA5): le precipitazioni medie in Sicilia non sono diminuite. E allora come si spiega il tam tam mediatico sulla correlazione fra cambiamenti climatici e desertificazione in atto o prevista come scenario plausibile per l'imminente futuro? Per fugare uno dubbio abbiamo incontrato il responsabile del SIAS, il Servizio Agrometeorologico della Regione Sicilia, il dott. Luigi Pasotti. Coordina un servizio, istituito nel 2002, che ormai possiede un archivio di dati meteorologici trasmessi da una fitta e capillare rete di stazioni, che comincia ad assumere valenza di interesse climatologico (finestra temporale di 30 anni).
Rialzo termico che più pronunciato negli ultimi anni
Rialzo termico che più pronunciato negli ultimi anni
Ci conferma - appunto - il trend al rialzo delle temperature medie, massime e del numero di notti tropicali in Sicilia. Ma soprattutto ci fornisce una interessante chiave di lettura sulla correlazione fra l'andamento della pluviometria siciliana e i processi di desertificazione che 3bmeteo ha documentato nella tappa precedente nel cuore dell'Isola. Sono due gli aspetti da chiarire secondo Pasotti.
Spesso i termini "aridità" e "desertificazione" vengono usati in modo interscambiabile, ma in realtà indicano due concetti distinti, seppur strettamente correlati.
ARIDITA' - L'aridità è una caratteristica prettamente climatica, naturale di un'area geografica. Si definisce un'area arida quando presenta una combinazione di scarse precipitazioni e un'elevata evaporazione, che portano a una cronica carenza d'acqua. È una condizione permanente del clima di una regione, misurata attraverso l'indice di aridità, che mette in relazione le precipitazioni medie annuali con l'evapotraspirazione potenziale (la quantità di acqua che potrebbe evaporare e traspirare se fosse disponibile). Appare dunque evidente come, anche a parità di apporto pluviometrico, dunque di quantità di piogge, con temperature più elevate di 1-2 °C il bilancio idrico ne risente proprio per il conseguente rialzo dell'evapotraspirazione.
pasotti
pasotti
DESERTIFICAZIONE - La desertificazione, invece, è il processo di degrado del suolo che avviene nelle zone aride, semi-aride e sub-umide secche. A differenza dell'aridità, non è una condizione naturale, ma un fenomeno dinamico e progressivo che porta alla perdita di produttività biologica e alla trasformazione di terre fertili in aree simili a deserti. Le cause della desertificazione sono molteplici e includono fattori climatici, quali appunto siccità prolungate e aumento delle temperature. Gli stessi fenomeni meteorologici estremi sfavoriscono la capacità di assorbimento delle acque piovane.
LE COLPE DELL'UOMO - Ecco che qui entrano in gioco prepotente i fattori antropici, dunque le dirette responsabilità dell'uomo sui cui Luigi cambia visibilmente tono. Si sofferma con trasporto, è un tema molto sentito per un agrometeorologo del suo calibro e della sua esperienza, da sempre in campo con estrema sensibilità sulle tematiche ambientali: lo sfruttamento eccessivo del suolo, ad es. attività agro-zootecniche intensive senza pratiche sostenibili, che esauriscono i nutrienti e compattano il terreno; la deforestazione, dal momento che l'abbattimento di alberi va a ridurre la copertura vegetale che protegge il suolo dall'erosione del vento e dell'acqua; per non parlare della piaga degli incendi (recente il drammatico evento della Riserva dello Zingaro) e la gestione insostenibile delle risorse idriche: un uso eccessivo di acqua per l'irrigazione che può salinizzare il terreno.
Catania e il Golfo
Catania e il Golfo
LA RISPOSTA AL NOSTRO DUBBIO - In sintesi, la desertificazione è un processo di degrado del suolo, non una condizione climatica, quindi alla lunga può innescarsi anche senza una diminuzione delle precipitazioni. Causata da una combinazione di fattori climatici (in questo caso l'aumento delle temperature non la diminuzione delle piogge) e, in particolare, per l'appunto, da attività umane.
Quindi possiamo affermare la desertificazione è il processo di degrado che colpisce le terre aride a causa principalmente dell'azione umana, mentre l'aridità è la condizione climatica di base che rende queste aree vulnerabili a tale degrado. E noi è su questo che si può e si deve al più presto lavorare: i temi non sono astratti e le azioni da poter intraprendere, anche "dal basso", molto ma molto concrete e precise : se sull'aridità abbiamo pochi margini di manovra su Madre Natura a livello locale, sui processi di desertificazione, come documentato, abbiamo molto da fare. Al più presto.
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