Modificare artificialmente il clima è un rischio, ma per alcuni scienziati vale la pena provare.
Pubblicato da
Simone Fant
in data
17/09/2022 - 10:57
6 min. di lettura
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Modificare il clima per salvaguardarci dal riscaldamento globale, ecco cosa dice l'IPCC
«Il cambiamento
climatico è solo una questione ingegneristica», così dichiarò nel 2012 Rex
Tillerson, ex CEO della ExxonMobil - una delle più grandi compagnie petrolifere
al mondo - come risposta a chi gli chiedeva se la crisi climatica fosse la più
grande sfida della sua generazione. La dichiarazione non contiene alcuna verità
scientifica, ma ha posto al centro del dibattito climatico una domanda che da qualche
anno si stanno facendo tutti i climatologi del mondo: la geoingegneria può
davvero aiutare a mitigare gli effetti devastanti della crisi climatica?
L'idea di
modificare artificialmente l'ambiente e il clima è passata dall'essere
considerata "l'estremo piano B" a una proposta legittimata da una parte del
mondo scientifico. Ecco cosa dicono sull'argomento gli ultimi report dei tre
gruppi di lavoro (The
Physical Science Basis; Impacts,
Adaptation and Vulnerability e Mitigation)
del panel intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, comunemente
chiamato IPCC, che mette a sistema la miglior scienza sul clima disponibile a
livello internazionale.
Quando si parla di geoingegneria? - L'ingegneria
climatica non è altro che l'insieme delle tecnologie che mirano a contrastare su
scala planetaria le cause o gli effetti dei cambiamenti climatici. Con
l'obiettivo di rallentare il riscaldamento globale, la geoingegneria prevede
interventi su larga scala che modifichino il clima. Comprende tecniche per
rimuovere l'anidride carbonica dall'atmosfera e tecnologie per raffreddare
rapidamente la Terra riflettendo l'energia solare nello spazio. La scienza però
ora tende a distinguere più attentamente due tipi distinti di potenziali
interventi: la modifica della radiazione solare (Solar Radiation Management)
e la rimozione dell'anidride carbonica (Carbon Dioxide Removal)
Cos'è la modifica della radiazione solare e
gli effetti collaterali - La radiazione
solare è l'insieme delle radiazioni elettromagnetiche emesse dal Sole che,
nell'investire la Terra, in parte viene riflessa, diffusa e assorbita
dall'atmosfera e dalle nubi, e per circa il 50% raggiunge la superficie
terrestre. Le tecniche di modifica della radiazione solare consistono nel
controllare quantità di luce solare riflessa nello spazio, impedendogli di
diventare radiazioni infrarosse che possano essere assorbite dai gas serra, e quindi
di riscaldare la terra.
Uno dei modi per
farlo è rilasciare grandi quantità di anidride solforosa che, combinandosi con
il vapore acqueo, formano aerosol di acido solforico in grado di riflettere la
luce solare. Queste minuscole particelle riflettenti di solfato devono formarsi
nella parte superiore della superficie terrestre (stratosfera). L'obbiettivo è riflettere
più luce solare nello spazio, e quindi rallentare il riscaldamento terrestre.
Questo metodo simulerebbe il raffreddamento che avviene dopo l'eruzione di un vulcano. Le
particelle riflettenti di solfato, dopo l'eruzione del vulcano del monte
Pinatubo (Filippine) nel 1992, raffreddarono la terra di 0,6°C per 15 mesi. Si
tratterebbe di un sistema fattibile e neanche tanto costoso. Ma come
suggeriscono simulazionidi modelli climatici, gli aerosol di solfato potrebbero peggiorare le siccità
dal momento che hanno l'effetto collaterale di abbassare le precipitazioni
medie.
Inoltre ogni
regione verrebbe influenzata in modo diverso. Mentre alcune potrebbero beneficiare
di un mondo artificialmente più freddo, altre potrebbero soffrire non avendo per
esempio più le condizioni per coltivare. Un altro effetto collaterale riguarda
la produzione di energia. Secondo il climatologo Michael Mann, autore del libroLa nuova guerra
del clima (ed. Ambiente, 2021), l'aerosol di solfato ridurrebbe la quantità
di luce solare disponibile per produrre energia solare.
Scienziati
divisi sul Solar Radiation Management - Al quarto
capitolo del report Physical Basis si legge che il metodo di
modifica della radiazione solare va in contrasto con la mitigazione climatica:
"Alterando il bilancio delle radiazioni, si "maschera" il problema del cambiamento
climatico piuttosto che tentare di affrontarlo alla radice tagliando le
emissioni di gas serra". Il terzo report sulla mitigazione a
pagina 232 ne sottolinea gli effetti collaterali incerti citando anche
spinosi problemi internazionali di equità e governance.
«Fondamentalmente
il messaggio è più o meno lo stesso: la scienza non è abbastanza matura», ha
commentato alla stampa Paulo Artaxo, uno degli autori principali del
report IPCC AR6
Climate Change 2021: Physical Basis.
«Gli effetti collaterali di una qualsiasi delle tecniche conosciute di
geoingegneria possono essere molto significativi. La società deve considerare
se questi effetti collaterali sono troppo grandi per provare qualsiasi
strategia».
Più ottimista è Govindasamy
Bala, co-autore del report Physical Basis uscito
ad agosto 2021. «In precedenza i modelli climatici si concentravano su come la
gestione della radiazione solare avrebbe cambiato la temperatura media
complessiva del pianeta»- ha detto Bala, climatologo dell'Indian
Institute of Science, durante la presentazione del report. «Ma i modelli più
avanzati sono diventati rapidamente molto più sofisticati nel prevedere le
variazioni e quindi, sono in grado di prevedere meglio in che modo la geoingegneria
può alterare la quantità di pioggia e neve».
I metodi di rimozione dell'anidride
carbonica per la geoingegneria - Esiste un'ampia
varietà di metodi per rimuovere anidride carbonica dall'atmosfera. Mentre gli
alberi, gli oceani e le zone umide rappresentano soluzioni naturali di
assorbimento del carbonio (detti carbon sink), esistono tecnologie che catturano
la CO₂ e sono in grado di convertirla in innocui minerali. Oggi numerosi centri
ricerche stanno studiando come diminuire la quantità di anidride carbonica
presente in atmosfera. I metodi principali si possono suddividere in due principali
categorie: quella dell'assorbimento fisico che prevede il temporaneo
intrappolamento delle molecole di CO₂ all'interno di strutture porose e quella
dell'assorbimento chimico per cui l'anidride carbonica interagisce con
solventi, sorbenti e materiali a base di ammine (composti organici contenenti
azoto) .
Secondo gli scienziati sono necessari
i metodi di rimozione? - Decarbonizzare i
settori più impattanti è possibile, ma per raggiungere gli obbiettivi di
emissioni zero bisogna trovare il modo di eliminare anche le emissioni residue. Gli autori del terzo
documento sulla mitigazione considerano
necessarie le tecnologie CCS (Carbon Capture and Storage) che permettono di
sequestrare la CO₂ bloccandola da qualche parte, compensando le emissioni
residue. Tuttavia il report apre la porta non solo a metodi di compensazione (offsetting)
per emissioni difficili da eliminare, ma include anche le tecnologie di
rimozioni del carbonio come necessarie per un futuro ad emissioni zero. Questo nonostante per diversi anni il mondo scientifico abbia considerato queste
operazioni azzardate per possibili effetti collaterali.
Attenzione all'Overshooting
delle temperature - Nel secondo report Impacts, Adaptation and Vulnerability gli
autori avvertono sui rischi associati al fenomeno conosciuto come overshooting
delle temperature globali. Per overshooting si intende il periodo di
tempo nel quale la temperatura globale varcherà la soglia di 1,5°C per poi tornare
raffreddarsi. Circa il 90% dei modelli climatici prevede un periodo di
superamento, con anni se non decenni di temperature globali più elevate, prima
di stabilizzarsi a 1,5°C. Questa
oscillazione di temperature potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza di
animali alla ricerca di habitat che non esistono più.
Secondo Jim Skea,
esperto di energia presso l'Imperial College di Londra e co-presidente del
gruppo di lavoro per il report Physical
Basis, è quasi inevitabile superare almeno temporaneamente 1,5°C. Sebbene
sia tecnicamente ancora possibile raggiungere l'obiettivo degli accordi di
Parigi, la maggior parte degli scenari futuri considerano il superamento molto
probabile.
Nonostante la
tecnologia non sia ancora matura, sulle tecniche di rimozione di carbonio si
nota un discreto consenso tra gli scienziati. Ancora molti dubbi invece
aleggiano intorno alle tecniche di modifiche di radiazione solare per via degli
eventuali effetti collaterali. Lo si nota dallo spazio esiguo che i report le
dedicano: la ricerca scientifica sulla geoingegneria ha ancora bisogno di tempo.
Ma di tempo per tenere la temperatura sotto il grado e mezzo non ne abbiamo
più. Su questo la trilogia dell'IPCC non è rimasta cauta.