12 dicembre 2022
ore 10:43
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Si sapeva che i mari e gli oceani in genere fossero responsabili ogni anno dell'assorbimento del 25% dell'anidride carbonica prodotta dalle attività umane ma non si sapeva che a dare un contributo notevole a questo assorbimento fossero molti molluschi. Secondo una ricerca condotta dal gruppo di Ecologia del Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e della Prevenzione dell'Università di Ferrara, vongole, cozze e ostriche in particolare sarebbero dei perfetti "divoratori" di CO2. la ricerca ha indagato le capacità di cattura di carbonio da parte di vongole veraci e mitili allevati nel comparto produttivo della Sacca di Goro, primo sito di produzione in Europa. La scoperta è che nell'arco di una vita, ognuno di questi molluschi può assorbire fino a 254g di CO2 per ogni chilogrammo, sottraendoli dall'atmosfera. 

Il segreto è celato nei gusci di questi invertebrati costituiti da carbonato di calcio nella cui struttura è inserita anche l'anidride carbonica (CaCO3). Nell'arco della sua esistenza il mollusco non fa altro che combinare il calcio normalmente presente nel mare con l'anidride carbonica per ottenere il minerale con cui ingrandire il suo guscio. Pensate che in un anno, una cozza adulta marina può filtrare fino a 13mila litri di acqua trattenendo nel suo guscio una grande quantità di anidride carbonica in essa disciolta. La molecola di CO2 resta così intrappolata nei gusci e sottratta all'ambiente marino diminuendo l'impatto che questo gas serra ha sull'ecosistema e sul clima. La cosa positiva è che nell'ambito di un allevamento di molluschi l'anidride carbonica sottratta all'ambiente è molto superiore a quella prodotta nel corso dell'allevamento. Lo studio ha stimato che nel 2020 solo le 12.800 tonnellate di vongole veraci prodotte nella Sacca di Goro hanno contribuito all'abbattimento di almeno 3mila tonnellate di anidride carbonica.


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